Confermato dal Cda del servizio pubblico lo stop ai talk-show

Nonostante l’inchiesta di Trani, la Rai non sblocca il divieto per i talk show di andare in onda.

Lo stop suggerito dal premier, come evinto dalla intercettazioni, ai programmi di informazione politica è nato dalla sigenza di frenare la lingua velonosa di Michele Santoro. Al termine di una riunione dei vertici rai per la riesamina della sentenza del Tar in cui veniva accolto il ricorso di Sky e La7 contro il regolamento dell’Agicom nel periodo della campagna elettorale, l’organo di governo della tv pubblica ha riconfermato, per cinque voti a favore contro quattro contratri, la delibera del primo marzo con cui sono stati sospesi temporaneamente Annozero, Porta a porta, Ballarò e Ultima parola.

I consiglieri di amministrazione del centrosinistra si dichiarano contrari alla decisione presa dal consiglio di amminastrazione della Rai. Rodolfo De Laurentiis, Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten dicono infatti: “Esprimiamo il nostro voto contrario perché si tratta di una decisione dilatoria che non sana la forzatura di interpretazione del regolamento compiuta quando a maggioranza fu decisa la sospensione di quattro trasmissioni di approfondimento. L’ordinanza del Tar sulla delibera dell’Agcom e l’invito della stessa Autorità di garanzia a riconsiderare la delibera assunta dal cda avrebbero dovuto indurre la Rai a ricollocare in palinsesto da subito gli approfondimenti informativi. Siamo tra l’altro convinti che la conferma della sospensione rende concreto il rischio per l’azienda di sanzioni”.

“E’ una decisione sbagliata, un errore in una situazione già caotica, grottesca e paradossale” commenta Giovanni Floris, conduttore di Ballarò. E considerando che “la Rai sarà dunque l’unica televisione senza programmi di informazione politica durante la campagna elettorale, ossia nel momento di maggiore interesse per l’opinione pubblica”, Gentiloni, presidente del Forum Ict del Pd, rincara la dose e definisce “scandalosa” la decisione presa, ,” un autentico suicidio per la Rai appena mascherato dallo scaricabarile sulla commissione di Vigilanza”. E aggiunge convinto:” Siamo di fronte a una chiara violazione degli obblighi di servizio pubblico, oltre che della legge sulla par condicio e per questo mi auguro che AgCom intervenga per imporre, sia pure all’ultimo minuto, un cambio di rotta anche alla Rai”.Giuseppe Giulietti ,parlamentare Gruppo Misto e portavoce Articolo21: “Non vi è bisogno di attendere i testi di eventuali intercettazioni per  comprendere quali siano le ragioni che hanno spinto la maggioranza di destra nel Cda della Rai a confermare quelle norme bavaglio esplicitamente sconfessate dal Tar e perfino dall’autorità di garanzia. Il bavaglio deve restare perché così ha voluto il signore e padrone del conflitto di interessi”.

Parole dure anche da Giuseppe Giulietti, parlamentare Gruppo Misto e portavoce Articolo21: “Non vi è bisogno di attendere i testi di eventuali intercettazioni per  comprendere quali siano le ragioni che hanno spinto la maggioranza di destra nel Cda della Rai a confermare quelle norme bavaglio esplicitamente sconfessate dal Tar e perfino dall’autorità di garanzia. Il bavaglio deve restare perché così ha voluto il signore e padrone del conflitto di interessi”.

La lotta, quindi, per la libertà di informazione passa anche da Bologna: e, come riporta Città del Capo, “è confermato, infatti, lo show organizzato al PalaDozza dalla Federazione nazionale della stampa e presentato da Michele Santoro il 25 marzo contro la sospensione i talk show nel periodo pre-elettorale. Anche Adriano Celentano potrebbe salire sul palco del Paladozza per la serata-evento: lo annuncia Sandro Ruotolo dalla sua pagina di Facebook”.

Florinda Gargiuoli