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Francia: affluenza a picco. Alle urne un francese su due.

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In Francia vince l’astensionismo. Nelle elezioni regionali tenutesi oltralpe, il risultato al di là di ogni exit poll, per quanto provvisori siano questi, parla chiaro. A votare è andato infatti solo un elettore su due sintomo che il francese medio è sempre più lontano dalla politica, vista secondo una recente indagine come qualcosa di molto distante dalla vita pubblica, spece per quanto riguarda i giovani francesi.

Tornando agli exit poll, ancora va detto ancora lontani da quelli che potrebbero essere i reali risultati finali, un altro dato emerge significativo. Il partito di Sarkozy, favorto alla vigilia, è al momento in evidente svantaggio, rispetto ai socialisti, che nella prima priezione raccolgono ben il 29,1% a fronte del modesto 27, 3%  del partito di Sarko. Dietro queste due forze si stagliano i verdi che con il 13% e la destra estrema di Le Pen, con un significativo 11%. Ciò detto occorre ricordare che in Francia si vota con il maggioritario a doppio turno (come in Italia per le comunali e le provinciali).

In realtà la vera mazzata la subisce secondo i primi dati il partito dei centristi di MoDem di François Bayrou. Attivo da due anni, dopo un avvio ricco di consensi, il partito del delfino di Chiach uscirà fortemente ridimensionato, totalizzando ad ora, meno del 5%. Nato in Francia nel maggio 2007, il ‘MoDem’ (Movimento democratico) è  una sigla politico-informatica destinata a incuriosire i giovani. A guidarlo l’ex leader dell’Udf, per anni alleato di governo dei neogollisti di Chirac, il quale ha lanciato la sua campagna per le legislative con la nuova sigla rinnovando attacchi al presidente Nicolas Sarkozy e ai media. A giudicare dai primi responsi però sembra proprio che gli ideali non siano stati accolti con favore dai francesi, i quali  hanno dimostrato di credere poco nelle idee di Bayrou, che in serata ha definito quella appena trascorsa <una brutta giornata>.

Anche se i responsi ufficiali non ci sono ancora però, anche Sarkozy, fiutata la possibile sconfitta elettorale ha deciso di riunire i più alti esponenti del suo partito all’Eliseo, per tracciare un bilancio. Questo vertice interno al partito servirà  probabilmente per visionare le possibili linee guida da seguire in caso di ormai probabile quanto inesorabile sconfitta.

Ma più che di vittoria di questo o quell’altro partito in Francia si parla di sconfitta. Una sconfitta di tutto il sistema politico francese, che è costato il voto di milioni di cittadini, che con il loro non voto hanno mandato un messaggio che sperano venga decifrato e tramutato in una rapida inversione di rotta.