La neosposa di Angelo Izzo alza la voce: i parenti dei morti tacciano, lo Stato è con loro

 Questa mattina, all’interno dello studio di Mattino 5, il giornalista Paolo del Debbio (assoldato in corsa al fine di sostiuire un Claudio Brachino considerato vagamente “di parte”) si è ritorvato in una situazione alquanto scomoda da gestire: la sua ospite, Donatella Papi, neosposa di Angelo Izzo non ne voleva sapere di attenersi semplicemente a rispondere alle domande.

Il giornalista ha tentato immediatamente di chiarire la natura dell’intervista che si accingeva a realizzare; lo scopo principe era infatti quello di comprendere come un amore possa resistere nonostante l’aberrazione umana di una delle due parti.

Ma Donatella Papi vuole prima togliersi dei sassolini dalle scarpe accusando tutti coloro che l’hanno criticata aspramente e che, a suo dire, avrebbero travistao la realtà dei fatti. La donna parla anche di alcuni esponenti politici che avrebbero messo in atto una campagna denigratoria a suo sfavore:

C’è una rete televisiva del servizio pubblico televisivo che ha trasmesso artatamente un processo che non è di Angelo Izzo. Farò un’azione legale quindi, una rete del servizio pubblico che amministra i processi TV con una delega molto seria ha rimandato il processo che non è di Angelo Izzo perché è di un altro imputato, un giovanissimo ragazzo alla pena detentiva severa, nessuno si preoccupa di questo. Lo ha rimandato senza alcun diritto di cronaca processuale, non c’è alcuna attualità processuale“.
La Papi lancia anche un’accusa frontale nei confronti della signore Lopez, la sorella di Rosaria Lopez ovvero la ragazza seviziata e uccisa orrendamente tantissimi anni fa dai tre giovani di “buona famiglia, fra cui Angelo Izzo. Secondo la novella sposa la parente della vittima dovrebbe prendere una posizione contro le persone che inviano reiterati e pesanti insulti nei suoi riguardi quali, per esempio “dovrebbe essere presa a calci nelle ovaie“.

Insomma, secondo quanto asserito dalla sposa del pluriomicida (il quale, per dovere di cronaca, ha confessato tutti gli orrori perpetrati) i parenti delle donne perite per mano dell’assassino hanno già ottenuto giustizia in virtù dell’ergastolo che Izzo sta scontando, a fronte di ciò è assurdo accanirsi o curarsi ancora delle azioni di suo marito da parte loro.

“Noi abbiamo il dovere di dire che si va verso queste storie per trovare l’amore, per trovare la luce, per trovare la via d’uscita e per dare anche alla persona che è nella condizione afflittiva peggiore, perché Angelo Izzo è alla pena dell’ergastolo, i parenti della vittime devono placare la loro rabbia, odio, livore e desiderio di vendetta perché hanno già avuto la giustizia di questo Stato“.

Infine la Papi difende le proprie ragioni nonché la lucidità, sempre a suo parere, della propria scelta:
 

“Se io ho potuto sposare Angelo Izzo e Angelo Izzo me, questo è avvenuto all’interno della leggi dello Stato che lo consentono. Questo ha fatto sì che io sia stata, penso, valutata nella mia credibilità, nella mia stabilità, nel mio passato, nel mio equilibrio e questo matrimonio è stato consentito. Nessuno da questo momento può mettere in dubbio le leggi del nostro Stato diffamando e offendendo le nostre persone.difen Io sono qui per dermi, e difendere anche Angelo ovviamente, dalle accuse di linciaggio morale e materiale anche annunciate ai miei danni in particolare, fatte da un gruppo di persone appoggiate da una parte politica che hanno dato a me una etichetta di persona instabile, di persona malata, folle“.

Valeria Panzeri