Ogm: il no del Governo italiano

Ieri il Ministro della Salute Ferruccio Fazio, in visita al Centro di riferimento oncologico di Aviano (Pordenone), ha ribadito la contrarietà del Governo italiano circa l’introduzione delle colture Ogm, in base anche alla “contrarietà anche culturale della stragrande maggioranza dei nostri agricoltori”.

”Va ricordato – ha aggiunto il ministro Fazio – che anche il Commissario europeo ha indicato con chiarezza che per quanto riguarda le coltivazioni Ogm verranno lasciate dare disposizioni dagli organismi nazionali. Da parte mia sono persuaso che la cosa importante sia un salto di qualità nei controlli. Noi abbiamo incaricato l‘Agenzia per la sicurezza alimentare di Parma di effettuare verifiche minuziose con l’utilizzo delle tecnologie più innovative. In questo senso sono allo studio i protocolli che verranno adottati per garantire trasparenza e affidabilità”.

La Coldiretti non si è fatta attendere nell’esprimere grande soddisfazione per le dichiarazioni del ministro,  “Sono parole importanti di cui il Paese sente il bisogno perché interpretano il pensiero della stragrande maggioranza dei cittadini e degli agricoltori italiani che sono contrari agli Organismi geneticamente modificati (Ogm) nei campi e nel piatto. – affermata il Presidente della Coldiretti Sergio Marini – L’Italia sviluppa oggi un modello agroalimentare di grande qualità, sicurezza e identità. L’introduzione agli Ogm rappresenta un rischio che mette in discussione questi principi: non serve agli agricoltori, non serve ai cittadini consumatori, non serve al Paese”.

Fazio annuncia anche, alla fine della V Conferenza Ministeriale su Ambiente e Salute, svoltasi in questi giorni a Parma, che verrà effettuato un monitoraggio sistematico sulla sicurezza degli Ogm.

Il ministro della Salute Ferruccio Fazio, durante la Conferenza, che ha toccato diversi temi, dal riscaldamento totale alla salute degli abitanti del globo, all’argomento Ogm commenta: ” Se è vero che gli Ogm simulano l’evoluzione naturale è anche vero che lo fanno a velocità molto superiori alla norma, dunque c’è da attendersi che ci siano delle differenze”.

L’invito è di andarci cauti dunque, ” Se è vero che non ci sono al momento effetti negativi conosciuti è anche vero che non si può escludere la presenza di altri effetti sconosciuti, come le resistenze agli antibiotici”.

Giulia Di Trinca