Anche la salute è in crisi: addio al dentista, alla buona tavola e allo sport, boom di antidepressivi

Anche la salute, nonostante venga considerata come il bene più prezioso, è finita nelle grinfie della crisi. In tempo di recessione gli italiani sono costretti a fare economia: meno cure dal dentista, più farmaci antidepressivi, minor consumo di frutta e verdura, poco sport. Questi sono alcuni dei risultati evidenziati durante la settima edizione del Rapporto Osservasalute 2009, un’analisi dello stato di salute della popolazione e della qualità dell’assistenza sanitaria nelle Regioni italiane, presentata ieri all’Università Cattolica di Roma.

Solo il 39,7% degli italiani si è potuto permettere cure odontoiatriche in tempi di crisi.

Secondo i dati, la salute degli italiani, ancorché complessivamente buona, sta subendo duramente anche i colpi della crisi economica, i cui effetti tendono a colpire soprattutto le fasce più deboli di popolazione e il sud della nostra penisola.

A trascurare “la salute della bocca” sarebbero quasi 2 terzi degli italiani: infatti il ricorso alle cure odontoiatriche, quasi sempre a carico delle famiglie, è stato un “lusso” che solo poco più di una famiglia su tre (il 39,7 %) si è potuto permettere. Anche a tavola gli italiani sembrano costretti a dover fare economia: per molti la dieta mediterranea è divenuta troppo costosa da seguire e solo il 5,6 % degli italiani mangia le cinque porzioni di frutta e verdura raccomandate al giorno. “In tempi di crisi si compra cibo sempre più economico, che spesso è anche il più grasso”, spiega Walter Ricciardi, direttore dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni italiane che ha curato il rapporto. Se all’abbandono della buona tavola si unisce il fatto che solo un italiano su cinque pratica uno sport regolarmente, si capisce come gli italiani tendano a diventare sempre più grassi: oltre uno su tre è in sovrappeso. E anche la psiche mostra qualche problema: tra il 2002 il 2008 il consumo di farmaci antidepressivi e psicofarmaci si è triplicato, segnando un +310%. Questa impennata dei consumi, legata in parte a un aumento dei casi di depressione e a una maggiore attenzione al disagio psichico, è però di certo figlia di un aumentato disagio sociale difficilmente quantificabile, che potrebbe a sua volta essere stato spinto dalla crisi economica.

Lo stile di vita sbagliato porta inevitabilmente ad un aumento dei problemi di salute. Secondo Osservasalute, si va approfondendo il gap tra Nord e Sud del paese, con il Nord più attento alla salute, meno grasso e sedentario, il Sud invece, presenta crescenti fattori di rischio anche in conseguenza delle differenze nelle prestazioni offerte sul territorio dal Servizio Sanitario Nazionale.

Adriana Ruggeri