La giornata mondiale per il teatro in Italia tra problemi e proposte

Ieri sono state presentate le iniziative per la Giornata mondiale del teatro, iniziativa promossa dall’Unesco nel 1961 che per la prima volta sarà celebrata in Italia.

Anche questo ritardo in qualche modo contribuisce ad alimentare le preoccupazioni espresse lo scorso novembre da attori e attrici impegnati sui palcoscenici italiani.

In occasione della Giornata dello Spettacolo Lina Sastri e Massimo Ranieri sottolinearono con amarezza e preoccupazione lo stato del “grande malato”, la prima definendo gli attori come “razza in estinzione”, il secondo ricordando che un “Paese che non aiuta il teatro o è morto o è moribondo”, come disse il poeta e drammaturgo spagnolo Garcia Lorca.

Anche Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha usato citazioni dotte per rispondere alle critiche. Luigi Pirandello e Paolo Grassi, due uomini che di teatro se ne intendevano parecchio, sono stati ripresi con l’intento di ribadire un obiettivo: il teatro deve tornare al centro della vita pubblica.

Teatro Strehler (Milano)

Iniziative come la giornata mondiale dovrebbero contribuire ad avvicinarsi a questa meta, grazie anche alla collaborazione tra governo, RAI, AGIS, e privati come Alitalia, Ferrovie dello Stato, Poste Italiane e altri interlocutori.

Il 27 marzo offrirà l’opportunità di attirare “vecchio” e “nuovo” pubblico nei teatri, con una particolare attenzione per i più giovani. Come? Spettacoli e teatri aperti, in primo luogo.

La RAI trasmetterà spot del governo per pubblicizzare l’iniziativa, anche se  il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, ha svelato che sono stati realizzati “riciclando” spezzoni di spot del passati, per la soddisfazione di Tremonti, attento a non allentare i cordoni della spesa pubblica.

L’aspetto dei finanziamenti pubblici non è stato trascurato dai giornalisti presenti alla conferenza stampa. Il tema al centro dell’attenzione è stato il Fondo unico per lo spettacolo. Letta ha replicato ricordando che il FUS era stato tagliato, ma in seguito è stato reintegrato, nonostante i problemi legati agli effetti della crisi economica. Nonostante questa precisazione, sembra di poter dire che la cultura, come settore formativo e occupazionale, sia stata tra gli ambiti più colpiti dalle scelte di pubblico e privato.

Anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, raccogliendo i timori del mondo dello spettacolo, aveva promesso il suo impegno in prima persona. Per il 27 marzo, quindi, ha preparato un messaggio che sarà letto nei teatri prima degli  spettacoli, che si aggiungerà al video “Il Quirinale per il teatro” inserito sul sito della Presidenza della Repubblica e su Youtube.

Per recuperare fondi e l’attenzione del pubblico si sfrutterà anche la televisione. Il direttore della RAI Paolo Garimberti ha annunciato una “staffetta” sul modello Telethon per promuovere il teatro. Sfruttando le potenzialità del digitale terrestre, un’altra idea sarebbe quella di dedicare un canale RAI al teatro. Ciò nonostante, la grande stagione del passato con gli sceneggiati trasmessi in televisione sembra molto lontana.

L. Denaro