Letteratura, carteggio inedito di Salinger in mostra a New York

 

”In tutti questi anni non ho parlato piu’ quasi con nessuno, ad eccezione che con un paio di ubriachi e qualche pazza che mi sta alla larga”. Sono queste le parole con cui il 25 dicembre dell’anno 1984 lo scrittore statunitense Jerome David Salinger apriva la sua anima e confidava i suoi pensieri in una lettera a Michael Mitchell, l’illustratore del celebre capolavoro dello scrittore ovvero “Il giovane Holden“. L’epistola è una di quelle che compongono il carteggio di 11 autografi inediti di Salinger, tutti con destinatario Mitchell ed acquistato dalla Morgan Library di New York nel 1998. Per rispettare la privacy di Salinger, celebre e leggendario autorecluso della letteratura americana, finora le carte non erano mai state esposte al pubblico e pubblicate ma con la morte dello scrittore, avvenuta lo scorso 27 gennaio all’età di 91 anni, la Morgan Library ha preso la decisione di mostrarle per la prima volta in assoluto : cinque saranno quindi esposte dal 16 marzo fino all’11 aprile mentre le rimanenti sei saranno in mostra dal 13 aprile fino al 9 di maggio.

La raccolta di missive attraversa un periodo che va dal1951 al 1993 ed il destinatario rimane sempre lo stesso, quel Mitchell suo amico che realizzò per lui la copertina del “Giovane Holden” per la prima edizione risalente al ’51. Un portavoce della celebre istituzione di New York ha raccontato di come le lettere coprano un periodo di circa 40 anni e, presentando un tono quasi sempre intimo, rappresentino una corrispondenza decisamente importante e significativa al fine di conoscere molti particolari precedentemente ignorati di una parte di vita di Salinger sempre molto oscura, e questo  per volontà del romanziere stesso.

Tramite l’ausilio dell’ultima lettera, quella datata al 30 gennaio 1993, si viene a conoscenza del fatto che la lunga amicizia con Michael Mitchell, forse l’unica che Salinger portò avanti dopo essersi autorecluso nei boschi del New Hampshire, ebbe termine bruscamente a causa della richiesta dell’ illustratore di una copia autografata del “Giovane Holden“. A questo tipo di richiesta il romanziere allora replicò che “un frontespizio bianco di un libro rivela molto di più della nostra amicizia di qualsiasi tipo di dedica“. Inoltre, in alcune altre lettere lo scrittore sosteneva di continuare a scrivere in quanto si trovava a lavorare su del materiale che adorava,  ma andando comunque avanti con esitazione e lentezza; nell’autunno dell’anno  1966 parlava infine di ben due libri “ammucchiati” sul suo tavolo di lavoro.

Rossella Lalli