Theo Kypri, l’uomo che rischia la vita al posto di Johnny Depp

Si chiama Theo Kypri, compie 41 anni a settembre, è alto 1,78, ha gli occhi nocciola chiaro e un fisico strepitoso. Caratteristica da non trascurare: anche se è pelato, con la parrucca sembra Johnny Depp. Una fortuna che gli ha permesso di saltare, correre, fare acrobazie al posto del divo hollywoodiano nel film “The tourist”, girato tra Venezia e Parigi e diretto dal regista Florian Henckel Von Donnersmarck.

La star invisibile, che per mestiere presta il suo coraggio agli attori di Hollywood, fa una vita affascinante: è campione di salto dal trampolino, acrobata, esperto di arti marziali, lotta e immersioni. Insomma, un uomo pronto per qualsiasi avventura pericolosa. Kypri ha già prestato a Depp il suo fisico da saltatore nella saga «Il Pirata dei Caraibi» e la lista di quelli di cui ha preso il posto sul set è lunga, da Antonio Banderas nella «Leggenda di Zorro» a Omar Sharif in «Hidalgo», per esempio. Il suo lavoro, tutt’altro che da vip, lo costringe a mangiare leggero e a stare attento ai fuori pasto. Il lauto pranzo che Depp e la co-protagonista di “The tourist”, Angelina Jolie, hanno gustato al “Vecio Fritoin” di Venezia, un saltatore non se lo può concedere.

Facendo un paio di conti, si scopre che Theo Kypri appare in più film di Depp e Banderas messi insieme. Eppure di lui si sa ben poco. È stuntman dal 1996 e su Internet si trovano solo informazioni sulla sua professione. Poche righe di biografia, un paio di primi piani e, in un sito americano, la sua carta d’identità: colore degli occhi, peso, girovita, taglia, numero di telefono e indirizzo e-mail. Nessun giornale gli ha mai dedicato un articolo e il suo nome appare spesso annacquato nei titoli di coda. Una scelta, quella di restare nell’ombra, che non sembra pesargli, anzi appare consapevole. Così, chiunque cerchi di avvicinarlo, anche solo per sapere che cosa si provi a essere una star per il tempo di un salto nel vuoto, si sente rispondere sempre allo stesso modo: «Grazie davvero per il suo interesse, ma non rilascio interviste per scelta».

Maria Elena Tanca

Fonte (La Stampa)