Berlusconi e la Costituzione: Presidente Napolitano, occhi aperti!

Mai si dovrebbe, in una Repubblica come l’Italia, attaccare violentemente il Capo dello Stato, in quanto garante della vita democratica della Repubblica stessa.
Per questo chi si abbassa, per meri fini di consenso, ad un livello del dibattito politico che obbliga a ricorrere a urla demagogiche e insulti contro le istituzioni, chiunque esso sia, poco si discosta da chi si sente in diritto, forte del “sostegno popolare”, di calpestare tutte le norme che regolano la democrazia del Paese.
“Il Capo dello Stato non può essere partigiano” si è detto, trovando il consenso della piazza, dal palco della manifestazione del centrosinistra di sabato scorso; il Capo dello Stato, infatti, deve essere il “Presidente di tutti”, deve essere “garante della Costituzione”.

Adesso, però, la misura è obiettivamente colma. Ci si dovrebbe veramente chiedere, conservando quella lucidità che in momenti storici come l’attuale è spesso apparsa fondamentale, se veramente le dichiarazioni del Presidente Napolitano a fronte degli eventi degli ultimi giorni sono sufficienti di fronte ad un attacco frontale e violento contro la nostra Costituzione.
Solo ieri Berlusconi, sostenuto dal ministro della Giustizia Alfano, ha scelto di utilizzare le equilibrate parole del Capo dello Stato per tornare ad attaccare il Consiglio Superiore della Magistratura, “colpevole” di aver osservato, come ribadito da Napolitano, che il legittimo invio degli ispettori non può “comprimere le indagini che sono autonome e rientrano nei poteri dei giudici e degli inquirenti”.

Tra due giorni, come se non bastasse, Berlusconi sarà a Roma, in Piazza San Giovanni, per manifestare, come Presidente del Consiglio, contro la Magistratura “alleata della sinistra”. Possiamo davvero permetterci, in un momento di crisi economica e sociale sempre più grave, un tale livello di scontro istituzionale, dovuto esclusivamente agli ormai decennali problemi giudiziari del premier?

Sempre a Roma, intanto, all’Università Roma 2 di Tor Vergata, dove non più di una settimana fa il Capo dello Stato aveva spiegato di aver “respirato una bella aria, mentre altrove c’è la bolgia”, decine di militanti neofascisti di Casapound e Blocco Studentesco, esterni al mondo studentesco (si parla di “picchiatori di 40-50 anni), avrebbero aggredito con caschi e bastoni alcuni ragazzi e ragazze dei Collettivi che svolgevano un volantinaggio autorizzato dal Rettore.
Il tutto mentre la Legge Mancino, che vieterebbe la ricostituzione di qualsivoglia organizzazione di stampo fascista o neofascista, viene calpestata nell’indifferenza generale. Cosiccome i valori della Costituzione di cui Napolitano dovrebbe essere garante.
“Se estendiamo una tolleranza illimitata anche nei confronti di chi e’ intollerante, – scrisse il filosofo liberale Karl Popper – se non siamo preparati a difendere una societa’ tollerante contro l’assalto degli intolleranti, allora i tolleranti saranno distrutti e la tolleranza con loro”.

Forse, allora, il Capo dello Stato potrebbe fare qualcosa in più dei “soliti” comunicati che invitano ad evitare “contrapposizioni eccessive” e a rispettare la Costituzione in cui “tutti gli italiani si identificano”. Cosa, tra l’altro, palesemente smentita dai fatti.

Mattia Nesti