Berlusconi parla a cena con il Pdl

Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi continua la “strenua” lotta contro la magistratura sostenendo la tesi del complotto. Nel corso di una cena a Palazzo Grazioli con i deputati del Partito delle libertà, il premier ha affrontato diversi temi; dopo le regionali, si è detto pronto ad una “rivoluzione liberale” che consisterebbe nel riformare il paese per quanto riguarda la giustizia, ovviamente con il punto cardine rappresentato dalle beneamate intercettazioni, la pressione fiscale e l’assetto istituzionale, con l’introduzione del premierato con l’elezione diretta del capo del governo. Altri punti cardine delle “nuove” politiche del governo sono la promessa di abbattere i lunghissimi tempi di attesa per gli esami sanitari e la riduzione delle tasse regionali sulla famiglia.

Il cavaliere come prevedibile si è anche soffermato sull’inchiesta delle sue pressioni sulla Rai tramite Innocenzi dell’Agcom, definendo “risibili” le accuse dei pm, che secondo lui sono “scesi in campo” per fare politica; Berlusconi auspica una punizione delle “talpe”, ovvero delle persone che hanno consentito la pubblicazione di parte delle intercettazioni sui quotidiani. Riguardo le intercettazioni relative ad Anno Zero, il cavaliere rivendica il diritto di parlare con i commissari dell’Autorità per le comunicazioni nominati proprio dalla maggioranza e dichiara di “temere” il telefono perchè ogni volta che alza la cornetta ha paura di essere intercettato.

L’impegno del Partito delle libertà è tutto teso nel tentativo di recuperare il consenso perso per il pasticcio delle liste, i discorsi del leader sono basati principalmente sulla difesa dagli attacchi giudiziari. Durante la cena si parla di “una falsa nuova tangentopoli che ha schizzato fango sul miracolo fatto in Abruzzo“. La realtà del presidente del consiglio è sicuramente altra da quella che ci circonda e la sua campagna elettorale non può che essere interpretata come appartenente ad un’altra dimensione, a noi sconosciuta.