Real Madrid, Kakà ammette: “Sono malato!”

Kakà, stufo dei fischi riservatigli in questa avventura spagnola, si è sfogato ai microfoni di ‘AStv’, ammettendo di giocar male per colpa di una fastidiosissima pubalgia. Il brasiliano respinge le critiche e rilancia le sue ambizioni a Madrid.

“Quando sono arrivato dal Milan avevo dei problemi di pubalgia e questo ha influito sul mio rendimento. Ci ho messo un po’ di tempo per abituarmi a vivere a Madrid e ad ambientarmi nel nuovo club: queste cose ti tolgono fiducia”. Così la stella del Real Madrid Kakà si è raccontanto ad ‘As tv’ apparendo scuro in volto. Per la prima volta, il brasilano ex Milan, ha confessato di soffrire di una fastidiosissima pubalgia che non gli dà pace, la stessa che  ha influito negativamente sui primi mesi dell’avventura madridista.

Il brasiliano non ci sta ad essere etichettato ‘bidone’ di mercato, ammettendo che i reiterati fischi ricevuti nelle ultime uscite dai suoi tifosi e le critiche della stampa spagnola lo hanno stancato. “E’ colpa della pubalgia”, così ha provato a giustificare un rendimento al di sotto delle attese. Certo visti i  65 milioni di euro spesi per il suo acquisto, è logico che attorno a lui, campione vero, si siano create non poche aspettative.

Il momento è di certo molto delicato per l’ex idolo della curva Sud rossonera, reduce dalla sostituzione di una settimana fa nel secondo tempo degli ottavi di Champions contro il Lione, che tanto aveva fatto arrabbiare il suo entourage. Il portavoce e la moglie Carolina sul social network ‘Twitter’ avevano definito il tecnico Pellegrini un puro e semplice  ‘codardo’. Ad oggi Kakà non ha scritto ancora pagine importanti della storia dei galacticos anche se  in 28 gare ha comunque messo a segno 8 reti. L’impietosa stampa iberica però, gli rimprovera il fatto di averle messe a segno a risultato largamente acquisito. Ora l’ammissione, di essere arrivato a Madrid già rotto, ma guai a parlare di pacco. C’è in gioco la buona fede del Milan, personificata nella figura e nelle parole di Galliani, che non più di un mese fa aveva sbottato, ad opportuna domanda: “Non scherziamo, è uno dei giocatori più grandi del mondo, che ha giocato sempre”. Certo ora Kakà rimpiangerà, come a suo tempo Shevchenko, il suo addio a Milano, una città che sa idolatrare e coccolare i suoi campioni. E chissà se non si parlerà come per Sheva di ‘arrivederci’ e non di addio.

Alessandro Iraci

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