I berluscones bocciano i “movimenti” di Fini

Se la politica non discute, qualcuno lo deve pure fare e le associazioni e  le fondazioni hanno il compito di mettere un po’ di sale in una minestra troppo sciapa”. Con queste parole ieri mattina il presidente dalla Camera, Gianfranco Fini, ha annunciato nel corso di un dibattito sul centocinquantenario dell’Unità d’Italia, l’approdo su Facebook di “Generazione Italia” e “Farefuutro”: i due movimenti “benedetti” dalla terza carica dello Stato per promuovere un dinamismo politico nuovo, al di fuori delle aule parlamentari.

I “movimenti” auspicati da Fini hanno però suscitato non pochi sospetti, soprattutto all’interno del partito cofondato col premier Berlusconi, e hanno spinto alcuni fidati collaboratori del presidente del Consiglio a formulare ipotesi scissioniste. “Farefuturo e Generazione Italia – ha spiegato il ministro della Cultura, Sandro Bondi – cadono nell’errore di una politica astratta che vive più di parole che di fatti concreti. Fini non dovrebbe mettere in discussione ad ogni piè sospinto l’impegno e i risultati raggiunti”.

La nascita del nuovo movimento proposto da Italo Bocchino, sotto l’egida del presidente della Camera, non ha suscitato l’entusiasmo di Ignazio La Russa. “Il senso di Generazione Italia? Non l’ho ancora capito – ha ammesso il ministro della Difesa in un’intervista a Il Riformista – Questa storia la si può leggere in due modi: se Generazione Italia è solo un luogo di dibattito e di confronto, ben venga visto che i partiti del dibattito e del confronto hanno vitale necessità. L’altro modo di leggerla – ha precisato La Russa – è quella di un disturbo durante la campagna elettorale“.

“Non sono informato sui dettagli – ha concluso il ministro ex An che, sull’ipotesi che “Generazione Italia” sia una corrente del Pdl, ha detto – Se tale fosse, per il suolo che ho, non aderirò a correnti“.

Lo scetticismo dei berluscones per le iniziative sostenute da Ginafranco Fini trova conferma nella clamorosa assenza annunciata dal presidente della Camera in occasione della manifestazione organizzata per sabato prossimo a Roma.  Una “defezione” che – seppure giustificata per precedenti impegni istituzionali – induce i più maliziosi a individuare un grave “sgarbo” del presidente della Camera ai danni del premier, impegnato in queste ore in estenuanti operazioni di “reclutamento” tese a riempire la piazza capitolina. L‘assenza di Fini potrebbe rappresentare l’epifania mancata dell’intesa tra i due cofondatori

Maria Saporito

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Siciliana di origine, romana d'azione, scrivo da anni occupandomi principalmente di politica e cronaca. Ho svolto attività di ufficio stampa per alcune compagnie teatrali e mi muovo con curiosità nel mondo della comunicazione. Insegnante precaria, sto frequentando un corso per insegnare italiano agli stranieri.