La crisi mette a rischio il sorriso

La crisi colpisce anche la sanità. La salute degli italiani, infatti, subisce pesantemente la situazione economica degli ultimi anni, chi ne paga le conseguenze maggiori sono le fasce meno abbienti, tra cui donne e anziani. Tutto questo emerge dal Rapporto Osservasalute (2009), secondo i 176 ricercatori che ne sono autori coordinati dal professor Walter Ricciardi, direttore dell’Istituto di Igiene dell’università Cattolica di Roma e direttore dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane.

Il sorriso è quello che ci rimette di più. Il dentista è considerato un “lusso” che solo il 39,7% della popolazione può permettersi (una famiglia su tre). A tavola, invece, si consuma poca frutta e verdura: solo il 5,6% degli italiani mangia le cinque porzioni raccomandate al dì. Ciò, unito al fatto che solo un italiano su cinque pratica uno sport regolarmente, rende i cittadini del bel Paese sempre più grassi.

Preoccupante, invece, è un nuovo trend nazionale, ovvero il consumo degli psicofarmaci, che è salito del 310% (più che triplicato) dal 2000 al 2008. Una tendenza derivata non solo dal disagio psichico, ma anche da un profondo disagio sociale, portato dalla crisi stessa.

Il divario tra Nord e Sud si fa sentire anche in questo caso. Da una parte c’è il Nord, sempre attento alla salute, dall’altra il Sud che presenta invece crescenti fattori di rischio per le malattie cardiovascolari e i tumori (infatti proprio nelle regioni meridionali registrano un aumento di incidenza). La differenza tra i due punti cardinali si vede anche nel pensiero dei cittadini sul sistema Sanitario. Giudizi più positivi sul Servizio sanitario vengono espressi al Nord, mentre decisamente inferiore è la quota di cittadini di Calabria, Sicilia e Campania che esprime un giudizio positivo. Questo giudizio è lo specchio delle realtà regionali sul profilo organizzativo ed economico dei rispettivi sistemi sanitari territoriali. Anche i tassi di ospedalizzazione dal Lazio in giù vanno rapidamente diminuendo.

Federica Di Matteo