L’influenza Aviaria torna a colpire: morta una bambina di tre anni in Vietnam

L’aviaria torna a mietere vittime. Una bimba di appena tre anni che viveva vicino a un mattatoio di polli, in Vietnam, è morta per aver contratto il virus H5N1.La piccola, originaria della provincia meridionale di Binh Duong vicino ad Hanoi, è deceduta dopo il ricovero di una settimana in ospedale dove i medici hanno cercato inutilmente di salvarla. La notizia ha avuto grande risalto nei quotidiani vietnamiti che hanno consigliato la massima cautela per coloro che hanno a che fare con pollame o simili. E’ il secondo caso di decesso dovuto all’aviaria registrato nel Paese quest’anno, una malattia che ormai spaventa poco ma che puntualmente torna a colpire sporadicamente in maniera letale.

La bambina, le cui generalità non sono state rivelate, era stata ricoverata inizialmente per una sospetta e grave febbre presso l’ospedale pediatrico più vicino, ma successivamente le sue condizioni si sono aggravate a causa di una polmonite acuta prodotta dagli effetti del virus dell’aviaria. Le sue condizioni sono peggiorate ulteriormente sviluppando una insufficienza respiratoria devastante che ne ha infine causato la morte nella mattinata di mercoledì. I dottori non hanno potuto che constatarne il decesso.

Dal 2003, 116 persone sono state contagiate dall’influenza aviaria in Vietnam, di cui cinque di quest’anno. Il paese asiatico è uno dei più colpiti da questa malattia che qualche anno fa generò un vero e proprio allarmismo mondiale. Tonnellate di carne di pollo e tacchino furono eliminate preventivamente e molti paesi comprarono dosi massicce di vaccini per frenare il panico della popolazione spaventata dal virus.

L’Influenza aviaria è una malattia infettiva contagiosa altamente diffusiva, dovuta ad un virus influenzale , che colpisce diverse specie di uccelli selvatici e domestici specialmente nei paesi asiatici e orientali. I sintomi possono essere sia lievi che gravi e sistemici con interessamento degli apparati respiratorio, digerente e nervoso. Spesso portano alla morte del paziente che ne è infetto.

L’uomo ne può essere contagiato anche se i casi registrati e soprattutto le morti conseguenti sono registrate ancora in un numero non particolarmente elevato.

Alessandro Frau