Made in Italy: la Camera approva la legge

La Commissione Attività produttive della camera ha approvato ieri il ddl sul made in Italy che da oggi, quindi, diventa legge.

L’obiettivo della legge è quello di rendere tracciabile l’origine dei prodotti tessili, della pelletteria e calzaturieri e disincentivare la selvaggia opera di imitazione, dei prodotti italiani, che avviene in tutto il mondo grazie all’utilizzo di manodopera a basso costo.

Le nuove disposizioni previste dovranno però attendere il parere e la notifica dell’Unione europea e non saranno in vigore prima del 1° ottobre 2010.

Positive e trasversali le reazioni che hanno accompagnato l’approvazione della legge. Il presidente della Commissione Attività produttive, Andrea Gibelli, ha sottolineato come quella sul made in Italy sia una legge “storica perchè rappresenta un primo tassello” di un percorso che ha “valore bipartisan”. Sulla stessa linea anche il pensiero di Massimo Calearo, dell’Api-Alleanza per l’Italia, che considera la legge sul made in Italy un esempio di come le “buone idee” possano essere portate avanti in comune senza distinzioni politiche.

Soddisatto  Santo Versace (Pdl), che ricorda come all’inizio il provvedimento fosse stato criticato e lo fosse stato anche lui, in prima persona, per l’insistenza con la quale aveva deciso di portare avanti questa iniziativa. Versace ha poi precisato la trasversalità del risultato raggiunto e la necessità di restare con i piedi per terra visto che solo dopo l’autorizzazione di Bruxelles,  si avrà il via libera. Il presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini, ha ricordato come la battaglia per la difesa del made in Italy sia sempre stata individuata da Confartigianato, come il simbolo per l’uscita dalla crisi economica per le piccole imprese

In base alla legge sul made in Italy approvata ieri,  l’etichetta sarà consentita «esclusivamente per prodotti finiti per i quali le fasi di lavorazione hanno avuto luogo prevalentemente nel territorio nazionale e, in particolare, se almeno due delle fasi di lavorazione per ciascun settore sono state eseguite nel territorio medesimo e se per le rimanenti fasi è verificabile la tracciabilità».

Stefano Valigi