Manifestazione contro la privatizzazione dell’acqua, venduta la Barcaccia per 130 euro

Oggi verso mezzogiorno Roma è stata teatro di una serie di iniziative contro la privatizzazione del settore dell’acqua pubblica, in attesa della manifestazione che si terrà il prossimo Sabato, sempre nella capitale, in occasione della giornata mondiale dell’acqua (per maggiori dettagli circa la manifestazione di Sabato consultare il link: https://www.newnotizie.it/2010/03/16/roma-in-piazza-sabato-anche-per-lacqua-pubblica/).

Gruppi di attivisti e teatranti hanno dapprima rivestito la fontana della Barcaccia in Piazza di Spagna, proprio sotto la celeberrima scalinata di Trinità dei Monti, con un telone dove si poteva leggere “L’acqua è un bene comune” e successivamente hanno ricoperto le varie fontanelle presenti in città, dette Nasoni, dove i turisti si rifocillano con cartelli che riportavano la scritta provocatoria “Insert coin”. Infine la fontana del Bernini è stata oggetto di una finta asta, in cui sono stati coinvolti i passanti, ed è stata venduta alla cifra di 130 euro.

Corrado Oddo, del Forum italiano per l’acqua, ha poi rilasciato la seguente dichiarazione: ”Questo nuovo cartello contiene tantissime sigle della società civile ed è appoggiato da alcune forze politiche come l’Idv, Sel, i Verdi e la Federazione della sinistra. La coincidenza della data con la manifestazione elettorale del Pdl non ci spaventa e ci lascia assolutamente tranquilli. Noi non facciamo politica ma portiamo avanti una battaglia decisiva per il futuro e per un bene universale come l’acqua”. Oddo fa evidentemente riferimento alla coincidenza, proprio il prossimo Sabato, tra la manifestazione contro la privatizzazione dell’acqua e quella elettorale del Pdl. Sull’argomento è intervenuto anche Roberto Musacchio del Sel che ha rivendicato la natura pacifica dell’iniziativa: “Noi siamo un movimento assolutamente pacifico e tutto si svolgerà  nella piena tranquillità”.

L’azione odierna ha anche voluto ricordare che da metà Aprile verrà dato il via alla raccolta di firme per tre diversi referendum tutti volti ad opporsi alla succitata privatizzazione, peraltro già approvata dall’attuale governo.

Valeria Panzeri