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Trani, Capristo: Non siamo una Procura rossa

La sua Procura è nell’occhio del ciclone e calamita l’attenzione nazionale per la presenza di imputati eccellenti coinvolti nell’inchiesta appena aperta. Il procuratore capo di Trani, Carlo Maria Capristo, è assediato da microfoni e telecamere, ma tenta in ogni modo di tutelare la “serenità” necessaria al pool dei magistrati da lui  nominato per fare chiarezza sull’affaire Rai-Agcom e sulle telefonate effettuate dal premier Berlusconi per scandire severi anatemi contro l’inoperosità della commissione garante delle Comunicazioni nei confronti di programmi televisivi come “Annozero” di Michele Santoro.

Interpellato dal Corriere della Sera, Capristo pronuncia la propria difesa contro gli attacchi scagliati da quanti definiscono la sua Procura “rossa”. “Ma quale Procura rossa? – ribatte infastidito – Per favore. Io non ci sto a questo gioco: io e i miei procuratori stiamo da una sola parte che è quella della giustizia. Siamo al suo servizio e di nessun altro. Noi facciamo soltanto il nostro lavoro, con lo scrupolo e la serenità di sempre”.

L’essere al centro di questo terremoto istituzionale, che ha tra l’altro causato un violento scambio di battute tra il ministro Alfano e il Csm, crea comunque qualche problema. “Mi avvilisce, mi amareggia – ammette il procuratore capo di Trani – perché non avremmo mai voluto esserlo. È stata una sciagurata fuga di notizie a complicare una situazione e a dettare tempi diversi da quelli che sarebbero stati normali. È diventato tutto grottesco e paradossale“.

Incalzato sulla sospetta competenza territoriale dell’inchiesta aperta a Trani che spinge molti giuristi a prevedere un imminente trasferimento dei fascicoli a Roma, Capristo risponde: “La competenza la stiamo esaminando attentamente anche perché i legali ci hanno posto la questione. È stato fin da subito oggetto della nostra riflessione solo che, anche qui – aggiunge il procuratore capo – avevamo tempi tecnici fisiologici, se non ci avessero interrotti”.

“Tenga conto che l’informativa – precisa ancora Capristo – e ormai non rivelo più nessun segreto, è datata 5 marzo. Dal 5 al 12, quando è scoppiato tutto questo caos non c’è stata nemmeno una settimana. Poi è successo quello che è successo”.

Più distesa la risposta sulla “visita” degli ispettori inviati dal Guardasigilli negli uffici giudiziari di Trani. “Il colloquio con loro – assicura il responsabile della procura pugliese – è stato di una serenità e lealtà ammirevole. Nient’altro”.

Maria Saporito