Nasce a Torino l’ambulatorio per bimbi adottivi

A Torino è stato inaugurato un ambulatorio, dedicato interamente ai bambini adottati all’estero, da famiglie torinesi.

La struttura presente nel complesso ospedaliero infantile Regina Margherita, gestito con un approccio multidisciplinare, che vedrà coinvolte varie specialità mediche tra cui, la pneumologia, dermatologia, oculistica, ortopedia, endocrinologia e neuropsichiatria infantile, avrà il compito di diagnosticare precocemente eventuali patologie dei bimbi.

“I bambini che arrivano dall’estero e che vengono a vivere in Italia, grazie al sostegno delle famiglie che li adottano, hanno tutto il diritto di essere tutelati e di avere una vita migliore e quindi di essere assistiti da strutture specializzate come questa, competenti su malattie diffuse in altri Paesi diversi dal nostro. Mi auguro che questo ambulatorio possa anche snellire le attese che hanno gli altri bambini nelle strutture sanitarie a loro rivolte”, commenta il consigliere comunale Deodato Scanderebech.

Una volta arrivati in Italia i bambini, ricevono subito l’assistenza del pediatra di famiglia, che da ora in poi può, se necessario indirizzare le famiglie verso il nuovo servizio dell’ospedale infantile Regina Margherita, collegato inoltre, con la rete ambulatoriale formata dall’Ospedale Maggiore di Novara e il reparto di Pediatria dell’Ospedale di Verbania.

I bambini potranno usufruire di esami, indagini di laboratorio e visite specialistiche senza il pagamento del ticket, il servizio che viene offerto a questi piccoli è importante, perché essi più degli altri necessitano di attenzioni sanitarie particolari, provenendo da paesi disattenti circa la documentazione sanitaria.

“E’ fondamentale – continua Scanderebech – “che Torino e tutto il Piemonte potenzino il comparto sanitario a disposizione nell’interesse di tutti i cittadini, i quali hanno il diritto di vedersi garantita l’assistenza in ogni momento”.

E conclude: ” Torino non può rimanere indietro sul fronte sanitario. Non si scherza con la salute dei cittadini: tutti devono essere messi nelle condizioni di potersi curare e di vivere al meglio la propria vita”.

Giulia Di Trinca