Amici 9: resoconto puntata (19-03-2010 prima parte). Antonello Venditti richiama i ricordi d’infanzia di Pierdavide


Come nella scorsa puntata, tra le varie prove ce ne sarà una denominata ‘jolly’ che vedrà i cantanti impegnati in duetti con big della musica italiana e non. Dopo aver saputo che Loredana duetterà con Pino Daniele ed Emma con Craig David, è il turno di scoprire chi affiancherà Pier Davide.

Il cantautore riceve un rvm dove le immagini dell’incontro e della sua performance con Fiorella Mannoia anticipano la sorpresa.
“Sei un cantautore ed è ora che vicino a te ci sia un grande cantautore”, queste parole precedono le note delle canzoni di un mito della musica italiana: Antonello Venditti.

Pier Davide si commuove guardando le immagini che accompagnano i più grandi successi dell’artista romano e, nell’incontro che segue con Stefano, scopriamo il perché di tutta questa emozione. Il cantautore spiega all’amico che Venditti, ed in particolare l’album Benvenuti in paradiso, gli ricorda una delle poche immagini della sua famiglia unita: “Chissà che penserà mio padre, vorrei fare una canzone su Roma. Quando penso alla mia vita penso Roma felice, giù non felice. Questa era la cosa più improbabile e più azzeccata che potesse succedere. Più azzeccata c’era solo se avessero richiamato in vita John Lennon!”. I ragazzi parlano del potere evocativo della musica, prima che il cantautore, in video box, si lasci andare ad una cartolina della sua infanzia:

“Troppi ricordi. Ho iniziato a fare il musicista perché mi sono sentito sempre un po’ solo. E quindi mi sono rifugiato in questa cosa. Prima ascoltando certe cose e poi mettendole in pratica. Venditti mi ricorda i viaggi. Quelli che si fanno quando sei piccolo. Che ci sta tuo padre che guida, ci sta tua madre con mille borse a fianco e poi dietro ci sono i bambini. Io ero uno dei due bambini  e poi c’era mia sorella che  era un po’ più grande. Quel bambino non pensava a un sacco di cose. Non pensava di duettare con Venditti, non  pensava di stare qua, non pensava che la musica sarebbe stata così importante e forse da bambino non pensava che quei viaggi sarebbero finiti presto”.