La Russa contro “Il Fatto quotidiano”: io minacciato dalla mafia

Il Fatto quotidiano, la testata giornalistica diretta da Antonio Padellaro, che raccoglie alcune delle firme più argute e inclementi del giornalismo italiano (Travaglio, Colombo, Telese, Lillo e Lopez: solo per citarne alcuni) continua a incassare pesanti critiche. L’ultima reprimenda giunge dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa, “disgustato” lettore di un articolo pubblicato oggi sul quotidiano a firma di Davide Milosa. 

A suscitare la “funesta ira” del ministro è stato il racconto dell’invito, da parte di alcuni esponenti politici collusi con la criminalità organizzata, a votare, in occasione delle consultazioni europee del 2009, per Ignazio La Russa, indicato come il garante di “un futuro” roseo per il malaffare. “Credevo che certo giornalismo – ha detto il ministro della Difesa, intervenendo oggi a una conferenza stampa a Milano – avesse toccato il fondo. Mi sono dovuto ricredere, al peggio non c’è mai fine“.

“Come si fa a scrivere cose di questo genere – si è domandato basito La Russa – senza bisogno di verificare questi argomenti impapocchiati in questa maniera. Sono vergognose strumentalizzazioni. Qui manca anche la notizia. Non ho mai denunciato un giornalista in vita mia, ma – ha continuato – qui si supera il limite. Questa volta sono tentato di farlo”.

E per rinforzare le parole scandite con enfasi, il responsabile della Difesa nazionale ha aggiunto nuove informazioni in sua difesa. “Tre mesi fa – ha raccontato – sono stato costretto ad avere un livello più alto di protezione a causa delle minacce della mafia arrivate a un procuratore capo e ai carabinieri da parte di un pentito che mi ha indicato come uno dei più intransigenti avversari della mafia”.

“Non ho voluto rendere subito noto l’episodio – ha proseguito il ministro – perché non amo farmi pubblicità. A spingermi a raccontarlo è stato l’articolo pubblicato da il Fatto quotidiano in cui si scrive che i boss della ‘ndrangheta avevano consigliato di votare il Pdl e Ignazio La Russa durante le elezioni europee del 2009. Io la mafia la combatto – ha concluso La Russa – e non ho mai intrattenuto rapporti a fini elettorali e mai ne intratterrò con persone che mi possono chiedere qualcosa anche di una virgola al di fuori della legalità”.

Maria Saporito