Obama, la riforma sanitaria ben vale un viaggio a Australia

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha rinviato il suo viaggio a Australia e Asia. Il motivo? assicurarsi l’appoggio delle industrie del settore e soprattutto il voto degli indecisi in vista dell’ultima, e decisiva, votazione sulla riforma sanitaria prevista per domenica nel Congresso. Una copertura sanitaria per 30 milioni di americani, il cui testo definitivo passerà poi al Senato per l’approvazione (che si da già per scontata).

“L’unica ragione è il fatto che la questione al momento più importante negli Stati Uniti sarà votata questo weekend o all’inizio della prossima settimana. E io dovrò esserci“, ha spiegato ad una tv indonesiana il presidente Obama. La riforma sanitaria è stato uno dei punti cruciali del programma elettorale dell’inquilino della Casa Bianca, e il centro di una dura battaglia nel Congresso. Già nel 1994 l’allora presidente Bill Clinton perse la maggioranza proprio nel tentativo di riformare il sistema sanitario. Secondo i media statunitensi, ad Obama sarebbero necessari sono solo cinque voti per riuscire lì dove Clinton aveva fallito.

L’elemento decisivo che ha spianato la strada al voto della riforma nella Camera è stato il pronunciamento del Congressional Budget Office americano che ha stimato che, nonostante la riforma costerà circa 700 miliardi di euro in 10 anni alle casse dello stato,  consentirà di risparmiarne un centinaio sul deficit. 

Obama si trova davanti alla prima sfida decisiva del suo mandato che,  in caso di vittoria, gli permetterebbe di segnare un punto di non ritorno nella storia degli Stati Uniti. Una sfida che ben vale la cancellazione dei suoi impegni internazionali, impegni che- tra l’altro- sono solo rimandati al dopo-riforma.