Regionali Lazio: Berlusconi benedice il rinvio preteso da Sgarbi

La lista Sgarbi ha certamente diritto di poter approfittare di altri giorni di campagna elettorale ed è giusto che si rispetti questo diritto”. Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è intervenuto oggi sul caso che getta benzina sul grande trambusto legato alle liste elettorali nel Lazio. La “Rete Liberal” di Vittorio Sgarbi è stata riammessa ieri dal Tar e il noto critico d’arte pretende adesso di usufruire della stessa disponibilità di tempo concessa agli avversari per la campagna elettorale.

Una richiesta che determinerebbe un inevitabile slittamento della data delle votazioni e contribuirebbe a rendere ancora più “tormentato” l’appuntamento elettorale per i cittadini del Lazio, già fiaccati da lunghe settimane di polemiche, decreti e sproloqui. “Che io ottenga il rinvio delle elezioni – ha spiegato Vittorio Sgarbi – è una mia vittoria, perché io non devo vincere le elezioni regionali, ma devo vincere una battaglia di principio“.

“E devo avere in nome della legalità, tanta conclamata dai Tavaglio, dai Di Pietro, dalla sinistra – ha continuato il provocatore ospite di tante trasmissioni televisive – gli stessi tempi e le stesse opportunità degli altri, ed essendo molto più bravo di loro, in tre settimane riuscirò a farmi conoscere, certo che non potrei farlo in sette giorni. Il mio risultato – ha proseguito Sgarbi – non può che essere favorito da una proroga e deve essere accettata perché non si capisce perché gli altri abbiano avuto quattro settimane ed io una sola”. 

 Una teoria che Sgarbi sostiene fino al parossismo. “Non spostare le elezioni – ha insistito il sindaco di Salemi – è fascista. Io posso attestare che 5 ragazze in 20 minuti contano e misurano la correttezza di 2.117 certificati. Il Tar ci ha messo 20 giorni e io pretendo che mi vengano restituiti e se non lo fanno è  fascismo. Io chiedo par condicio di campagna elettorale, voglio recuperare – ha concluso Sgarbi – il periodo dal quale tacciono Santoro, Floris, Vespa e se dicono di no siamo in un regime”.

Meno disposte ad accogliere un eventuale slittamento della data fissata per le elezioni nel Lazio sono le due “ladies di ferro” candidate alla presidenza del Regione. “Sono in corsa ormai da tre mesi – ha spiegata Renata Polverini, candidata del centrodestra – una campagna elettorale bellissima, ho incontrato tantissime persone. Penso che si debba andare a votare alla data indicata

“Non so come andrà a finire – ha invece chiosato Emma Bonino – Io da qui non mi muovo: anche se vogliono votare in agosto, basta che lo sappiamo. Certo è – ha concluso l’aspirante governatrice sostenuta dal centrosinistra – che il rinvio complicherebbe le cose“.

Maria Saporito