Scontri sulla sanità in Liguria: Biassotti contro Burlando

Continuano i battibecchi tra i due candidati liguri, Biassotti e Burlando. Questa volta il tema è la Sanità e la voragine trovata nella spesa sanitaria della regione Liguria.

“I numeri confermano che la voragine dei conti sanitari di cui Burlando e Montaldo hanno parlato in questi anni è stata la più colossale delle bugie. I dati del ministero della Salute e della stessa Regione Liguria confermano che l’andamento della spesa sanitaria è risultato molto più in rosso con Burlando che con la mia amministrazione” Inizia così l’attacco di Biassotti, candidato di centrodestra,  contro l’uscente presidente regionale.

Non si è fatta attendere la replica del candidato del centrosinistra “Confesso – ha detto Burlando – che rispondere su questo tema a Biasotti ormai mi sembra una sorta di accanimento terapeutico: è una cosa che si dovrebbe sempre evitare… Mi limito a ricordare che un documento del 25 maggio del 2009, firmato dal Ragioniere Generale dello Stato, e peraltro in risposta a una iniziativa dei consiglieri regionali di opposizione che parlava di “situazione fallimentare della sanità ligure”, recitava testualmente: “Dalle notizie in possesso dello scrivente, si rappresenta che la Regione Liguria risulta essere adempiente a tutti gli accertamenti dei tavoli tecnici per la verifica degli adempimenti dai piani di rientro dai disavanzi sanitari, di cui all’intesa del 23 marzo 2005, fornendo anzi performance migliori rispetto a quelle attese”. Mi sembrano parole eloquenti, provenienti dal Ministero dell’economia e delle finanze, che fa capo a un certo Tremonti”

La lotta tra i due candidati non sembra essersi ancora sedata. Da entrambe le parti continuano ad arrivare repliche alle parole dette dall’uno o dall’altro candidato. Sembra di osservare un vero e proprio duello, fatto di colpi bassi e sgambetti.

Quello che resta certo è che la situazione sanitaria della Liguria debba essere assolutamente risanata, visto che il buco è ormai arrivato al circa 600 milioni d’euro.

Federica Di Matteo