Vejjajiva apre i “negoziati”. Piccola vittoria della camicie rosse.

Bangkok- Se pur il parlamento thailandese non abbia ceduto all’ ultimatum posto dalle camicie rosse, i sostenitori di Shinawatra non si arrendono: dopo aver letteralmente sparso litri di sangue prelevato dai propri corpi per le strade della città per simboleggiare la violenza con cui l’ attuale governo si è insidiato, l’ ondata rossa si è accamapata nel cuore di Bangkok, in attesa della manifestazione di sabato in cui 2000 vetture si riversaranno nelle vie della capitale.

La richiesta da parte delle camicie rosse di nuove elezioni e del conseguente scioglimento dell’attuale Parlamento è stata, finora, sempre, ignorata dal Primo Ministro. Ma un accenno di cambiamento è arrivato proprio nella mattinata, quando Vejjajiva ha affermato di essere pronto ad una negoziazione con il popolo rosso che presidia Bangkok: “Se i negoziati restano nell’ambito della legge, il governo non ha obiezione a partecipare ai colloqui”. ha detto il premier.

 Questo importante segno di apertura, ha motivato ancor più i seguaci dell’ex primo ministro, il quale ha inviato un video che gli organizzatori del movimento hanno mostrato alla folla, ieri sera. “Vi chiedo di pazientare ancora una settimana. Noi instaureremo una vera democrazia e miglioreremo la vita di tutti i thailandesi. Capisco che siate affaticati, che avete caldo e fame ma abbiate pazienza ancora per sette giorni per il futuro dei vostri figli ” ha detto Shinawatra alla sua gente. 

Esiliato dalla Thailandia in seguito alle condanne per abuso di potere e per conflitto di interessi, l’ ex capo di Stato è attualmente ospite in Montenegro, sua terra natia, in attesa di recarsi, nei prossimi giorni, a Dubai, negli Emirati arabi uniti.

La protesta, finora pacifica, delle camicie rosse sta dando, dunque, i suoi risultati. Per Natthawut Saikua, uno dei leader dell’opposizione tutto questo potrebbe essere “l’inizio di una lotta di classe” dovuta all’ enorme  divario sociale ed economico “fra le popolazioni rurali povere e una elite isolata di Bangkok, insensibile alle loro difficoltà”.

 Florinda Gargiuoli