Viacom accusa Google che minaccia di chiudere YouTube: parola al giudice

Sono passati tre anni dalla denuncia da parte di Viacom nei confronti di Google, 1 miliardo di dollari la richiesta, e le posizioni delle parti sono ancora lontanissime. Ciò che Viacom contesta a Google è un’infrazione consapevole e continuativa nel tempo del copyright, attraverso un proprio strumento quale è YouTube. Google si difende accusando, a sua volta, Viacom di aver tentato di acquistare il gruppo denunciato e minaccia di chiudere YouTube, definito “una metafora della democraticità di internet”, se la Corte dovesse dare ragione a Viacom.

Secondo quanto affermato nelle documentazioni consegnate da Viacom, Google era dall’inizio consapevole dell’enorme quantità di materiale illecito (150 mila video per più di 1,5 miliardi di streaming) presente nel deposito di YouTube. L’azienda di Mountain View, da par suo, cerca di difendere il proprio operato, con la certezza che sia stato portato avanti nel rispetto dei principi della DMCA (Digital Millennium Copyright Act).

“YouTube è stato costruito intenzionalmente sulle infrazioni e esiste una grossa quantità di comunicazioni – ci si riferisce all’analisi delle e-mail interne dei responsabili – che dimostrano come i fondatori di YouTube abbiano volontariamente tratto profitto da tali violazioni”. Questa l’accusa lanciata da Viacom.

“YouTube – controbattono da Google – ha offerto a musicisti, produttori e artisti sconosciuti un modo nuovo per promuovere i propri lavori ed arrivare alla fama mondiale. Il medesimo strumento – spiega ancora la casa statunitense – ha reso possibile l’interazione tra i candidati politici e gli elettori, il giornalismo diretto dalle zone di guerra e all’interno dei regimi più oppressivi. Ha permesso, inoltre, a tutti gli studenti di diverse età e culture di fruire delle lezioni delle migliori università”.

Il colosso del web prosegue la sua difesa con un’esplicita minaccia: “YouTube ed i siti complementari ad esso cesseranno di esistere nella loro forma odierna se Viacom ed altri riusciranno a spuntarla nelle loro denunce”. La difesa di Google punta il dito su di un gruppo, Viacom appunto, che avrebbe caricato materiale illecito per parecchio tempo, utilizzandolo a scopo promozionale e successivamente per le proprie denunce. “Viacom – concludono da Google – starebbe agendo per ottenere una rivalsa nei confronti di un’azienda che sta traendo dei benefici – e tanto denaro – da un sito che proprio Viacom voleva ma non è riuscito ad acquistare”.

La parola alla Corte.

Mauro Sedda