Bologna: l’ex sindaco Delbono rischia il processo

Si sono da poco concluse le indagini avviate dalla Procura di Bologna sul cosidetto “Cinzia-gate”: lo scandalo provocato da Cinzia Cracchi che ha portato alle dimissioni dell’ex primo cittadino di Bologna, Flavio Delbono. Il pm Morena Plazzi ha notificato gli avvisi di fine indagine che potrebbero presto convertirsi in rinvio a giudizio per il sindaco dimissionario accusato di peculato, truffa aggravata e induzione a rilasciare false dichiarazioni.

Sotto la lente degli inquirenti i tanti viaggi di piacere dell’allora coppia Cracchi-Delbono a spese della Regione Emilia Romagna: le estati a Capri, le trasferte transoceaniche a New York, ma anche i fine settimana ad Amsterdam, indebitamente indicati come spese istituzionali “coperte” dalle casse dell’amministrazione regionale. Va precisato che le cifre contestate a Delbono non superano i 21 mila euro: una somma “ridicola” se confrontata con quelle ben più “tonde” solitamente riferite agli spropositi finanziari di dirigenti e amministratori, ma forse proprio per questo ancora più imbarazzante.

Nel registro degli indagati è finita anche l’ex assessore comunale al Welfare, Luisa Lazzaroni, accusata di aver mentito agli inquirenti. Insieme a Delbono, l’ex membro della giunta bologese avrebbe tentato di raggiungere Cinzia Cracchi per invitarla ad ammorbidire le sue posizioni al cospetto degli inquirenti e per indurla a ritirare le accuse mosse contro l’ex fidanzato.

Per “condizionare” le sue deposizioni, i due avrebbero offerto a Cinzia non solo una ricompensa economica (stimabile intorno ai 50 mila euro), ma anche la possibilità di far ritorno a Palazzo d’Accursio (dopo l’allontanamento causato dalla fine della sua relazione con Delbono), grazie alla creazione di un ufficio del Cup2000 in Comune “cui sarebbe stata destinata la stessa Cracchi”.

Maria Saporito