Caro-benzina: forse necessaria una riforma


‘Staffetta quotidiana’
, il giornale dedicato alle fonti di energia, fa notare come i prezzi della benzina siano saliti nuovamente. Tutti i prezzi nazionali, ad eccezione della Erg, hanno varcato la soglia dell’1,4 euro al litro per quanto riguarda la benzina e l’1,28 euro per il gasolio.

L’aumento medio della benzina oscilla tra lo 0,5 e l’1, 5 centesimi. Da venerdì scorso Agip, il maggiore gruppo della distribuzione in Italia, ha raggiunto l’1,409 e gli altri distributori hanno seguito rapidamente il suo esempio.  

Rispetto al mese di gennaio, oggi un pieno di un auto con 50 litri di serbatoio viene a costare circa 5 euro in più. Da oltre dieci anni in Italia si attende una riforma del sistema della distribuzione di carburante poichè, ogni volta che il prezzo della benzina vola alle stelle, il sospetto della speculazione torna automaticamente in auge.

Il rischio di speculazione può essere rintracciato in più di una fase del processo che porta al prodotto finito, ovvero al carburante. Il prezzo del petrolio e della benzina viaggiano a due “velocità diverse” e l’automobilista informato, anche se è a conoscenza di questa realtà, ha poi difficoltà a riscontrare anomalie nella vita di tutti i giorni. Questo avviene perchè la benzina, per determinare il suo prezzo,  non fa riferimento direttamente al petrolio ma all’indice internazionale Platts che registra il prezzo medio al quale vengono venduti i prodotti raffinati dal petrolio. Inoltre il petrolio viene venduto in dollari e non in euro e anche questo aspetto alimenta dubbi sulle speculazioni che potrebbero già essere effettuate a monte, quando il petrolio è ancora grezzo.

Altro elemento di perplessità, che un’adeguata riforma potrebbe chiarire, è la sistematicità con la quale avvengono questi improvvisi rialzi dei prezzi. Da tenere in considerazione  il fatto che la situazione italiana, se paragonata con altri paesi europei, non presenta una tassazione per litro troppo elevata. I 77 centesimi al litro, pagati dagli italiani, sono in linea con quelli di altri cinque paesi europei ma a creare disagi è il prezzo industriale della benzina che, a netto delle tasse, non ha pari in Europa.

Il problema dell’aumento dei prezzi, sta portando le maggiori associazioni di consumatori a premere per una riforma del sistema distributivo italiano. Alcuni, come la Federconsumatori, chiedono una maggiore presenza di pompe di benzina nei supermercati, altri -come l’Adoc-puntano invece alla riduzione della componenete fiscale. In attesa di una riforma, gli automobilisti più “risparmiatori” potrebbero tentare di tenersi informati sui prezzi consultando i siti specializzati.

Stefano Valigi