Caso Rai-Aldo Busi: la caccia alle streghe non è un ricordo del passato

L’hanno corteggiato, l’hanno pregato, l’hanno rincorso a lungo. Ora lo buttano fuori dall’«Isola dei famosi» e da tutti i programmi Rai. La decisione è stata presa da viale Mazzini dopo che lo scrittore ha offeso il governo, Berlusconi, ma soprattutto il Papa nella puntata di mercoledì sera. Questa volta Busi l’ha fatta grossa: passi tutto, ma il Santo Padre (in Italia) non si tocca. E così quando ha pronunciato le parole «il Papa che si scaglia contro gli omosessuali. E l’omofobo è un omosessuale represso» tutti, in studio, sono impalliditi, a cominciare dalla conduttrice. Conduttrice che, però, chiede alla Rai di ripensarci e di evitare la censura, tra l’altro già praticata per Morgan: «Mi rendo conto che le parole di Busi possano essere parse fuori luogo e offensive per una parte del nostro pubblico e averne colpito la sensibilità. Detto questo – afferma Simona Ventura – mi auguro vivamente che si possa arrivare a un accordo per avere con lui un confronto in un clima più sereno».

Quello che non è chiaro è perché la Rai abbia voluto uno scrittore noto per essere un provocatore in un suo programma. O meglio è cristallino: Busi è stato chiamato perché, con le sue intemperanze, porta ascolti. Quest’anno il reality di Raidue era un po’ in crisi e bisognava trovare qualcuno che ne risollevasse le sorti. Basti pensare che la puntata incriminata, l’altra sera, è stata vista da quasi cinque milioni di spettatori. La prova che quella di cacciare Busi dalla Rai è stata una decisone ipocrita sta nel fatto che la tivù pubblica, prima dell’inizio della trasmissione, aveva accettato la richiesta dello scrittore: togliere la clausola che gli impediva di parlare in modo offensivo di politica e religione. Dunque chi l’ha invitato a partecipare al programma sapeva che avrebbe sparato due o tre proiettili dei suoi e gliene ha dato piena facoltà. Ora, invece, tutti cadono dalle nuvole e puntano il dito contro colui che ha osato offendere il Santo Padre. Peccato che, così facendo, non si rendano conto di essere a loro volta colpevoli di un grave “crimine”: aver insultato l’intelligenza del telespettatore.

Maria Elena Tanca