Cuba: la sfilata de le “Damas de Blanco” genera ancora disordini

Le “Damas de Blanco”, moglie e madri dei dissidenti al regime di Castro, continuano a sfilare per le strade de L’Avana per il quarto giorno di seguito.

Anche ieri,  una ventina di signore vestite di bianco hanno voluto ricordare, a Cuba e al mondo, la situzione in cui vertono i propri familiari, rinchiusi ormai da sette anni in prigione.  Alcune di queste donne, con tanto di immagini dei propri cari in mano o stampate sulle magliette, hanno manifestato al grido di «libertà per i prigionieri politici».

Le Damas de Blanco, ancora una volta, hanno dovuto fare i conti con alcuni sostenitori di Castro che le hanno accompagnate per tutto il percorso minacciandole ma mai arrivando al contatto fisico; soprattutto grazie alla presenza di rappresentanti diplomatici e forze di polizia lungo il corteo.

Negli ultimi tempi le iniziative delle signore in bianco si stanno moltiplicando e le reazioni dei “fedeli a Castro” sono spesso turbolente e a suon di slogan del tipo «lunga vita a Fidel» e «andatevene vermi».

Un notiziario della televisione cubana ha descritto le ” Damas de Blanco” come “provocatrici e offensive verso Cuba”. Il conduttore del telegiornale ha poi utilizzato il video delle sfilate per far notare come il popolo cubano, sceso in piazza per insultare queste donne “mercenarie”, abbia risposto con forza alle provocazioni contro-rivoluzionarie e alla campagna anti-cubana in atto.

Le manifestanti, guidate dalla fondatrice del movimento Laura Pollan, stanno tentando di sensibilizzare la comunità internazionale sulla realtà politica cubana e hanno previsto per domenica un evento col quale si concluderà questa settimana di ricorrenze. 

La forma di attivismo proposto da queste donne si sta diffondendo su tutta l’isola e la situazione sembra cominciare a preoccupare il regime,  già messo in ombra dalla tragica morte di Orlando Zapata e dalla coraggiosa iniziativa portata avanti dall’altro dissidente Guillermo Farinas, che dopo tre settimane di sciopero della fame è stato ricoverato in ospedale.

Stefano Valigi