Dalle bottiglie d’acqua stessa quantità di co2 di una centrale a carbone

Secondo quanto afferma AzzeroCO2, l’Energy Service Company italiana, le bottiglie di acqua minerale prodotte nel nostro Paese emettono la stessa quantità di Co2 di una centrale a carbone di media grandezza. Nel 98% delle famiglie ogni persona beve 200 litri d’acqua minerale all’anno, riferiscono da AzzeroCO2, ma ciò che va evidenziato è il fatto che produrre e distribuire acqua minerale in bottiglia ha costi molto elevati, sia sotto il profilo ambientale che sotto quello economico.

“Una centrale a carbone di medie dimensioni – si legge in un comunicato di Andrea Seminara, direttore del settore aziende di AzzeroCO2 – produce in un anno circa 5.000.000 tonnellate di Co2. Solo per la produzione delle 134 bottiglie da un litro e mezzo, pari alla media del consumo pro capite italiano, vengono utilizzati 201 litri d’acqua ed emessi 25 kg di Co2 a persona. Aggiungendo il trasporto e moltiplicando il dato per il numero di bottiglie prodotte in Italia annualmente, si arriva all’impressionante cifra di 5.360.000 tonnellate di Co2″.

Sempre in base alle statistiche fornite da AzzeroCO2, l’Italia si piazza al terzo posto della classifica dei consumi, dietro solo ad Arabia Saudita e Messico, ma al primo in Europa.  Ogni anno, prosegue la nota della società creata da Legambiente, Kyoto Club e dall’Istituto di ricerche Ambiente Italia, vengono imbottigliati, inoltre, 12 miliardi di litri d’acqua minerale e 8 miliardi di bottiglie di Pet da 1,5 litri. Se a ciò si aggiunge che la percorrenza media di una bottiglia sulle strade lungo lo Stivale è di 1.000 km, con un consumo di 25 litri di carburante per 100 km, si giunge alla conclusione che il trasporto di una bottiglia porta ad un’emissione di 48 grammi di Co2, che diventano 67 prendendo in considerazione anche il dato sulla produzione di una bottiglia in Pet.

Di tutto ciò si parlerà a margine della Giornata mondiale dell’Acqua del 22 marzo, proclamata nel 1992 dalle Nazioni Unite nel corso della conferenza di Rio.

Mauro Sedda