Enrico Mattei a teatro: “Il signore del cane nero”

Su Enrico Mattei si è detto e scritto molto, forse la quantità di parole spese per lui è inversamente proporzionale alla chiarezza del profilo di questo personaggio così importante per la storia italiana.

 

Una figura così controversa e ricca di sfumature come quella di Mattei si presta bene allo spettacolo promosso dalla Fondazione del Teatro Stabile di Torino e dall’Associazione Culturale Muse in collaborazione con Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa.

Gabriele Vacis è alla regia, Laura Curino sul palcoscenico nei panni di Celestina. La donna ha tutta la schiettezza dei “matti” e, attraverso la sua ossessione, il pubblico scopre il volto del “corsaro nero” nella versione scritta da Vacis e Curino.

La finta segretaria Celestina (personaggio che fa riferimento a una persona realmente esistita) conduce gli spettatori alla scoperta del suo “principale”, fascinoso e coinvolgente, ma anche diretto e spietato per raggiungere i suoi obiettivi.

D’altra parte le pagine di storia evocate sul palcoscenico portano la platea indietro nel tempo. Dal giovane Mattei partigiano “bianco” si passa al deputato e all’uomo che fondò l’Eni nel 1953, sconvolgendo l’equilibrio raggiunto dalle grandi società petrolifere. È la sfida del cane nero a sei zampe che procede senza esclusioni di colpi, con un Enrico Mattei che gioca un ruolo sempre più importante, dal settore dell’energia, all’industria ai mezzi di comunicazione (con la testata Il Giorno).

Giovanni Guareschi ne lasciò un ritratto efficace, ripreso anche da Laura Curino: “Enrico Mattei è, senza dubbio, l’uomo più potente d’Italia e, all’infuori dell’elezione del Santo Padre, tutto il resto dipende – in Italia – direttamente o indirettamente da lui nel senso che, dovunque egli lo voglia, può attivamente intervenire e far sentire il peso della sua smisurata forza”.

Dopo essersi rappresentato due altri grandi personaggi dell’Italia del dopoguerra, Camillo e Adriano Olivetti, Laura Curino si cimenta con una nuova sfida di attualità.

 Non solo per le discussioni ancora aperte sulla morte di Mattei o la scomparsa (vera o presunta) del capitolo “Lampi su Eni” nell’incompiuto Petrolio scritto da Pier Paolo Pasolini. Ma per riflettere su corruzione, potere, energia, peso internazionale dell’Italia… temi di ieri, di oggi e del futuro.

 

L. Denaro