Gli SMS danneggiano i polsi degli adolescenti

Potrebbe essere la nuova patologia che colpisce gli adolescenti e il caso di Annie Levitz essere solo uno dei primi di una lunga serie…L’uso del cellulare per i messaggini è un’abitudine talmente consolidata che ormai non si sa più farne a meno. Nemmeno se si sa che potrebbe causare dei danni alle mani.

Ad Annie Levitz è successo: studentessa adolescente che usa il suo cellulare per raggiungere i suoi amici con almeno 100 sms al giorno, come dichiara lei stessa quasi orgogliosa…I primi dolori  alle mani e alle dita e il senso di intorpidimento non le sono stati di avvertimento e ha continuato a smanettare col suo cellulare mentre l’irritazione e la compressione del nervo mediano, situato all’altezza dei polsi, continuava a fare i suoi danni.

Solitamente la sindrome del tunnel carpale è tipica delle donne ultraquarantenni ed è davvero insolito che colpisca in età puberale. Ma i giovani polsi di Annie, messi sotto sforzo dall’eccessivamente ripetuto gesto quotidiano di usare la tastierina del cellulare ha portato la ragazzina in sala operatoria. I dolori sono stati sempre più importanti e la situazione è degenerata tanto che Annie non riusciva nemmeno a tenere oggetti in mano per un tempo prolungato.

La mamma della ragazzina afferma di non riuscire ad impedirle di continuare a inviare i suoi messaggini, sebbene si siano ridotti a…2000 al mese…, perché, dice “significherebbe dare un taglio netto alla vita sociale della figlia”…

Dal canto suo Annie ha già pensato di farsi regalare un iPhone la cui tastierina tattile non dovrebbe darle problemi…Ma agli sms non rinuncia!!!

Un fatto, questo, che non dovrebbe essere considerato come un episodio isolato e lontano dal diffondersi…I nostri ragazzini utilizzano la tecnologia troppo spesso in maniera smodata, tanto da compromettere la loro salute. Adulti e genitori non possono semplicemente rimanere a guardare ma guidarla ad un’educazione e ad un equilibrio che non permetta di trasformare la tecnologia in un nemico continuamente in agguato.

Caterina Cariello