Google: via dalla Cina dal 10 aprile

Secondo il “China Business News” già dal prossimo 10 di aprile il motore di ricerca web Google potrebbe abbandonare il mercato cinese. Secondo le fonti del sito online cinese l’annucio da parte dei vertici di Google è previsto per questo lunedì. Ovviamente nessuna conferma arriva ne dalla portavoce della compagnia in Cina, Marsha Wang, ne tantomeno direttamente da Mountain View che non lascia trapelare neanche quali sarebbero la possibile tecnica e le modalità di ritiro dal mercato asiatico.

Il dipendente di Google, che ha fatto diffondere questa notizia e che vuole rimanere ragionevolmente anonimo, ha gettato nella crisi ben 27 aziende partner di Google nell’ambito pubblicitario che svolgono le loro attività in Cina. Queste società, nel caso concreto in cui si realizzi la ritirata, rischierebbero il fallimento e lamentano la poca chiarezza da parte del colosso americano nei loro confronti.

Secondo gli analisti, al momento, le quote di mercado di Google oscillerebbero tra il 25 e il 30%. La maggior parte di questa porzione, se la ritirata avrà luogo, andrà ad arricchire le file del più utilizzato motore di ricerca in Cina: Baidu. Anche la Microsoft non sta a guardare. Con il suo Bing occupa un’onestissimo 5% del mercato della Repubblica Popolare Cinese. Il colosso di Redmond sarebbe più che disposto ad accettare le normative imposte dal Governo e quindi, complice anche il fatto che la mente di Bing è proprio un ingegnere cinese di nome Qi Lu, punta ad accaparrarsi una parte più che consistente del mercato lasciata libera da Google.

Non sono comunque chiare ancora le modalità con cui intende ritirarsi. In Cina gli internauti sono più di 384 milioni e perciò Google potrebbe decidere di mantenere alcune attività di ricerca e di sviluppo e dovrebbero rimanere aperti gli uffici pubblicitari, le attività di telefonia mobile e di browser, nonchè alcuni servizi web come Google Answers e le ricerche musicali. Secondo gli aesperti comunque il sito google.com diventerebbe talmente lento da scoraggiare anche il più accantito ed inferocio dei suoi supporters.

di Roberto D’Amico