Il ritorno in Italia degli argenti di Morgantina

 

Ritornano in Italia gli argenti di Morgantina, il più importante insieme conosciuto di oreficeria proveniente dalla Sicilia ellenistica tre decenni dopo la loro scoperta clandestina seguita dal relativo trafugamento:  gli argenti sono stati presentati nella giornata di ieri, 19 marzo, al Museo Nazionale Palazzo Massimo di Roma . Giuseppe Proietti, nuovo sovrintendente dell’area archeologica di Roma, si dice molto soddisfatto in quanto questa rappresenta la degna conclusione di un lungo percorso che restituisce alla Sicilia un elemento molto importante sia per quanto riguarda la valenza scientifica che per la spettacolarità.

Angelo Bottini, che dal 5 di marzo ha lasciato il suo posto a Proietti, racconta di come questo rappresenti un grande successo sia scientifico che culturale poichè fa comprendere come ormai si sia acquisita la sensibilità secondo la quale i pezzi archeologici devono rimanere nel luogo in cui sono stati ritrovati; sottolinea inoltre come i materiali e i pezzi archeologici non debbano essere spostati e in particolar modo ovviamente depredati.

Questa restituzione rappresenta un importante successo in quanto collegata anche ad altre restituzioni: nel patrimonio della regione è difatti entrata a far parte anche la Fiale di Caltavuturo e da gennaio del 2011 ritornerà l’Afrodite di Morgantina.

Ma del ritrovamento clandestino a Morgantina di un ingente tesoro se ne parlava già nel paese di Aidone, a circa due chilometri da Morgantina, all’inizio degli anni ’80 del secolo scorso riferendosi nello specifico a qualcosa come “un servizio di argenteria” che sarebbe stato ritrovato nel settore residenziale nella parte occidentale della città antica. Questo tesoro è stato infine ricollegato ad un gruppo di oggetti in mostra nel Metropolitan Museum of Art di New York grazie al dettaglio della presenza anche di due corna d’argento.

L’ipotesi più accreditata al momento è che gli argenti, sui quali sono state scoperte iscrizioni di vario tipo come il peso o quelle dedicatorie agli Dei, siano appartenuti ad un tale “Eupolemos“: il tesoro di Morgantina verrà quindi esposto assieme alla mostra sull’insieme degli oggetti in marmo che provengono da Ascoli Satriano ai quali si è aggiunta ultimamente anche un’ulteriore statua, che non fa parte del periodo cronologico del complesso di marmi ma risale ad un momento successivo, dell’età romana imperiale.

Rossella Lalli