Moccia stupisce e piace con “Scusa ma ti voglio Sposare”

Non finisce di stupire l’enorme successo di Federico Moccia.

L’autore diventato famoso soprattutto per il libro e il vicino film “Tre Metri Sopra il Cielo”, di cui era stato anche regista, con un cast di tutto rispetto – ricordiamo la parte di protagonista di Riccardo Scamarcio, pellicola servita all’ascesa indiscussa dell’attore – sta riscontrando ora l’ultimo suo successo con “Scusa ma ti voglio Sposare”.

Lo scrittore quindi di “Scusa ma ti Chiamo Amore” torna adesso ad emozionare il suo pubblico con il seguito che vede i due protagonisti – interpretati da una spigliata Michela Quattrociocche e da un bravissimo ed esperto Raul Bova – questa volta intenzionati a sposarsi. Chiare, pulite e allo stesso tempo efficaci le parole di Federico Moccia: “Il mio è un modo di scrivere che piace. Non a tutti, anzi molti non mi sopportano – e ride – eppure c’è quel qualcosa che scuote le persone nel profondo dell’animo. Credo sia solamente perché ognuno di noi, prima o poi, nella vita si sia trovato di fronte a situazioni e periodi complicati, amori che fanno stare senza fiato, amori che deludono, finiscono o che semplicemente ci hanno scosso e per questo non li scordiamo. Per me, il made in Italy è solo tradurre i sogni in realtà”.

Colpiscono davvero le parole di Moccia, considerato ormai un vero e proprio fenomeno letterario – anche sceneggiatore televisivo -, notiamo nei suoi occhi una luce che descrive perfettamente ciò che ci spiega.

“Bisogna voler esser creativi e investendo nelle idee in cui si crede, è possibile che questa sia la via giusta per aver successo, perfino all’estero: quello che ha molto colpito negli altri Stati è che io abbia pubblicato a mie spese un libro come “Tre metri sopra il cielo”, fenomeno letterario che si è fatto conoscere anche girando fotocopiato e che, dopo dodici anni, è considerato un long seller avendo venduto un milione e ottocentomila copie. L’dea del piccolo imprenditore che crede nella sua idea e investe è un progetto molto importante. L’altro elemento che ha colpito molto è il fenomeno dei lucchetti: Ponte Milvio improvvisamente è diventato una leggenda, una meta desiderata, un passaggio obbligato nella città di Roma per gli innamorati. Chi ci va trova frasi firmate da nomi stranieri, che si sono recati lì a porre il loro lucchetto e a buttare le chiavi. Dei miei libri si parla tanto perché sono stati un vero e proprio caso. Poi perché sono ambientati a Roma, in una città nota in tutto il mondo. Giovani e meno giovani trovano nelle mie storie un sentimento in cui qualunque Paese si riconosce”.

Belle parole quelle di quest’autore, profonde e vere soprattutto.

E’ vero, come ci conferma lui stesso, a molti non piace come scrive Federico Moccia. Ma è giusto così, in fondo nella vita ci sarà sempre qualcuno a cui non piacerà cosa facciamo, cosa ascoltiamo, che via percorriamo e soprattutto che libri leggiamo. Moccia è uno scrittore che ha creduto in se stesso, ha creduto anche nei suoi sogni. E ne ha scritto un libro.

Non a caso questo è diventato un boom. Non sarà considerato forse un classico, ma piace, piace tanto.

Colpiscono i percorsi, le parole o semplicemente la genuinità dei suoi ricordi misti a fantasia.

Noi ci crediamo. Da vedere perciò il nuovo film propostoci da questo grande artista “internazionale”.

Valentina Princic