Roberto Donadoni: per lo scudetto il Milan ha le stesse possibilità dell’Inter

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:43


Domani si gioca Milan-Napoli, una sfida che evoca grandi emozioni per l’ex ct della Nazionale, dalle epiche sfide di fine anni ’80 alla breve parentesi sulla panchina partenopea a cavallo tra la scorsa stagione e quella attuale.
Roberto Donadoni si racconta in una lunga intervista su “La Gazzetta dello Sport”.
L’affetto e la stima nei confronti di quella che è stata la sua casa da giocatore c’è sempre, così come è stato metabolizzato l’esonero dello scorso ottobre da parte del presidente De Laurentiis.

I ricordi da giocatore e poi da allenatore?
“Rimangono ottimi ricordi di grandi partite, con fuoriclasse da una parte e dall’altra, Maradona su tutti. Da allenatore, poi contro il Milan le mie squadre hanno fatto sempre bene. L’ultima al San Paolo ne è la testimonianza: finì 0-0, ma meritavamo di vincere”.

Cosa ne pensa di Leonardo e della sua prima stagione in panchina?
“Prima dell’allenatore, viene un uomo che è di spessore. Sta facendo ottime cose insieme a Tassotti”.

Sbaglia dunque Berlusconi a dire che il Milan gioca male?
“”Credo sia lo stimolo che vuol dare il presidente. Ma è pacifico che con le problematiche di uno spogliatoio, fra infortuni e quant’altro, Leo abbia gestito benissimo il gruppo, che gioca anche un bel calcio”.

Chi è favorito nella corsa scudetto?
“Anche se il Milan è dietro, credo abbia le stesse possibilità di vincere dell’Inter. Tutti dicono che l’Inter potrebbe essere ‘distratta’ dalla Champions. Io credo possa pagare il dispendio di energie psicofisiche. Il vero vantaggio del Milan è nell’avere una settimana di allenamento per preparare bene ognuna delle 10 partite. Poi, sul filo dell’equilibrio, deciderà il colpo di un campione”.

Che ne pensa di Inter-Chelsea?
“Una grande prova di squadra dei nerazzurri: il Chelsea è rimasto sorpreso dall’approccio alla gara dei nerazzurri di Mourinho. Il resto lo hanno fatto i numeri di Eto’o e soprattutto di Sneijder, un giocatore nel quale un po’ mi rivedo per caratteristiche”.

E il Napoli, come lo vede?
“È cresciuta come squadra e come spirito, com’è logico che sia. Magari ultimamente non raccoglie, ma credo che non abbia la stessa crisi dell’anno scorso: i ragazzi avranno saputo far tesoro degli errori del passato. Possono puntare a un posto in Europa e mi auguro di cuore ci riescano. E’ stata una crescita di gruppo, a partire dal portiere De Sanctis, ognuno ha dato quanto poteva”.

Ranieri, Rossi, Mazzarri, Colomba, perchè chi è subentrato ha fatto meglio?
“Forse hanno raccolto una buona eredità. Quando sono subentrato a Reja sarebbe stato assurdo ritenere che il suo lavoro non influisse: Edy è un grande professionista. Sarebbe piccolo non riconoscerlo”.

Ha mai più sentito De Laurentiis?
“No. Però sono diversi gli amici di Napoli che mi chiamano”.

E’ vero che poteva diventare il c.t. di Israele?
“C’è stato un contatto, poi è finita lì”.

Il suo futuro?
“Sono ottimista. Qualcosa di buono verrà. Intanto mi aggiorno. Sono stato in Inghilterra a seguire l’Arsenal e a stare un po’ con gli amici Ancelotti e Zola. Presto andrò in Spagna per scoprire da vicino il Barça”.

Come vede l’Italia al Mondiale?
“Credo sarà un’edizione particolare. Perché si gioca in Africa e soprattutto in altura. Non vedo una favorita in particolare, anche perchè le migliori hanno calciatori che giocano in Europa e arriveranno da una stagione stressante. Chi riuscirà a portarne il più possibile in forma in quel periodo riuscirà a prevalere. Mi auguro sia l’Italia, ma ancora ci sono tante incognite sulle condizioni fisiche di diversi giocatori”.

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