Bonolis e Ciao Darwin: boom di ascolti nella prima puntata

Che “Ciao Darwin” fosse ormai un format collaudato abbondantemente negli anni è cosa nota ai telespettatori, ma gli incredibili ascolti record della prima puntata della sesta edizione hanno comunque lasciato a bocca aperta anche i più ottimisti. Dopo tre anni di assenza Paolo Bonolis e Luca Laurenti hanno esordito venerdì sera su Canale5 con un sorprendente 28,01% di share ovvero ben 6.346.468 spettatori. Disintegrata la concorrenza. “Ciak si canta”, programma canoro condotto dalla coppia Pupo-Emanuele Filiberto, è stato seguito da “solo” 4.346.049 spettatori, il 18,9% di share. Ben 10 punti percentuali di distacco che diventano addirittura 20 se si guarda al target commerciale (31.64% contro 12.20%).

La prima puntata del sesto capitolo della lunga corsa all’identificazione dell’uomo del terzo millennio, che dura ormai da 12 anni, ha visto i “lavoratori” affrontare i “reality”. Nonostante il recente dominio di quest ultimi nei mass media e nelle tv italiane ma non solo, è stato il gene dell’uomo lavoratore ad imporsi come dominante.

Ciao Darwin è un programma vintage che funziona davvero. A me piace sperimentare anche cose nuove, ma in questo caso Mediaset a fatto bene a credere ancora in questo format – è quanto dichiara in un’intervista il conduttore e ideatore del programma Paolo Bonolis, che aggiunge – il nostro è un divertimento allo stato puro. Non c’è nè riflessione nè intento educativo. E’ semplicemente Un divertimento che punta tutto sull’istinto, su quella parte ‘sbracata’ che c’è in ciascuno di noi. Ma se si dice fin dall’inizio: ‘sto scherzando’, questo non può fare male a nessuno”.

Riguardo invece al confronto a colpi di share con Emanuele Filiberto il presetatore commenta: “Qualche volta può andare bene, qualche volta male. Lui ci sta provando. Io gli dò il benvenuto, la tv non è il mio regno. Anche se, a mio avviso, non ha senso comunque parlare di principe perchè un regno vero e proprio non c’è. Non sono monarchico e non credo nel sangue blu a parte quello dei puffi, sarebbe molto meglio se l’attenzione dell’opinione pubblica italiana venisse riservata a cose molto più importanti”.

di Roberto D’Amico