Manifestazione Pdl: i veleni del giorno dopo

La manifestazione azzurra di ieri, inscenata dalla colossale macchina organizzativa del Pdl a Roma è stata – comunque la si voglia pensare – l’argomento del giorno. Un appuntamento importante, in grado di calamitare l’attenzione generale e di conquistare le prime pagine dei giornali in edicola il giorno dopo. La grande festa elettorale di Silvio Berlusconi, salutata dai più impietosi come uno smunto raduno privo di enfasi e di intraprendenza politica, ha azionato l’immancabile circo di polemiche e di commenti al vetriolo, firmati da molti esponenti della (cosidetta) opposizione.

“Oggi va in scena – ha detto ieri il vicesegretario del Pd, Entico Letta –  il mondo alla rovescia: un governo che va in piazza e protesta contro l’opposizione, invece di parlare delle soluzioni che deve proporre per il Paese”. Una teoria già esposta dal leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, incapace di cogliere il senso di una manifestazione popolare che dovrebbe appartenere allo scontento della parte che non governa il Paese.

Trachant anche il commento del segretario nazionale dei democratici, Pierluigi Bersani, che ha ieri emesso un giudizio negativo sull’intervento del premier dal palco di San Giovanno in Laterano, parlando del “solito discorso che sentiamo dal 1994”. Un discorso “da capopopolo, non certo da capo del governo”.

Non è in vena di complimenti anche il capo dei centristi, Pier Ferdinando Casini che, pur riconoscendo le indubbie doti organizzative del presidente del Consiglio, ha ieri rinnovato il suo scetticismo sulle adunanze di piazza che allontanano dalla risoluzione dei problemi. “Berlusconi – ha spiegato ieri il leader dell’Udc – è un uomo imbattibile nell’organizzazione di eventi, manifestazioni e feste, il problema vero è capire se gli italiani lo hanno votato per questo o per risolvere i problemi”.

Non ha usato mezzi termini Felice Belisario, capogruppo dell’Idv al Senato: “Berlusconi – ha attaccato ieri – è il campione del mondo di bugie. E’ incredibile quante sciocchezze sia stato in grado di dire in appena pochi minuti. La compilazione delle liste a Roma, i fatti di Trani, il suo amore contro il nostro presunto odio. Una serie di sciocchezze che – ha concluso l’esponente del partito di Di Pietro – se non fossero state dette dal capo del governo in una piazza, farebbero sorridere chiunque avesse un po’ di senso dell’umorismo”.

Ad aggiustare il tiro e a tentare una difesa nei confronti dei velenosi commenti perpetuati dagli avversari, ci ha pensato oggi il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone, già giovane e rampante promessa del partito radicale. “Con le loro stucchevoli e livorose reazioni alla straordinaria manifestazione di piazza San Giovanni – ha detto rivolgendosi agli esponenti dell’opposizione – hanno mostrato non solo di non avere rispetto per i cittadini scesi in piazza, ma anche di non aver capito cosa è successo davvero ieri”.

“In realtà, Bersani e Casini – ha continuato Capezzone – fanno finta di non capire che ieri è stata una giornata cruciale non solo per le sorti della campagna elettorale per le regionali, ma per la nuova fase politica che si aprirà dopo il voto. Silvio Berlusconi ha lanciato un triennio di riforme liberali di importanza storica, destinato a segnare – ha concluso – una svolta modernizzatrice in Italia”.

Maria Saporito