Oggi decisione della camera su riforma sanitaria Usa

Più di trenta Stati, guidati dai repubblicani tra i quali l’Idaho, il cui governatore Butch Otter ha lanciato l’iniziativa, potrebbero ribellarsi, se oggi passasse la riforma sanitaria.

Per Otter, la riforma che impone la copertura sanitaria di 31 milioni di americani, violerebbe il 10/o emendamento della Costituzione americana, che parla della detenzione del potere in mano agli Stati e al Popolo, senza nemmeno menzionare quello del governo federale.

L’Idaho e gli altri Stati a maggioranza repubblicana stanno votando la legge “Health Care Freedom Act”, che promuove la libertà di cura, laddove libertà sottintenderebbe un malcelato egoismo.

“Qualcuno dice che la mia protesta non andrà da nessuna parte. Ma quando vedranno che con me ci saranno 36 Stati – afferma Otter – capiranno che facciamo sul serio”.

Ma altrettanto sul serio l’ha presa anche il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che non ha ceduto fino ad ora e non intende arrendersi, e dopo aver tenuto l’ennesimo comizio dedicato alla riforma sanitaria, lancia l’estremo appello ai suoi alleati, incontrando una delegazione di deputati democratici, per assicurarsi oggi in aula i 216 voti favorevoli del Congresso e necessari perché passi la legge.

Se il successivo passaggio al Senato è dato per scontato, non lo è questo alla Camera, dove il lavoro di convincimento ha richiesto un’azione diretta e serrata, durante la quale, uno ad uno i deputati sono stati letteralmente sottratti dalle grinfie della parte avversa.

Grande sforzo per questa campagna, ha impegnato anche la portavoce del Congresso Nancy Pelosi, che dichiara di non essersi risparmiata nell’opera di convincimento dei colleghi conservatori, soprattutto di coloro che nella riforma, non sembrano aver gradito il rimborso per l’interruzione di gravidanza.

Anche il Financial Times è dalla parte del presidente Obama, ed intitola a tutta pagina, il suo articolo sulla riforma: “Obama sull’orlo di una vittoria storica”.

Giulia Di Trinca