Addio a Wolfgang Wagner, leggendario direttore artistico del Festival di Bayreuth

E’ scomparso ieri all’età di 90 anni nella sua casa di Baviera il musicista tedesco Wolfgang Wagner, lo storico direttore artistico del Festival di Bayreuth. La notizia è stata annunciato oggi dalla fondazione del Festival. Figlio di Siegfried Wagner, nipote del celebre compositore Richard Wagner e pronipote di Franz Liszt, Wolfgang Wagner è stato impresario e regista teatrale ma soprattutto ha diretto direttore per ben 57 anni, dal 1951 al 2008, il Festspielleiter. Fino al 1966 ha accompagnato nella direzione del festival il fratello maggiore Wieland, poi dopo la morte di quest’ultimo rimase solo alla guida.

Gli ultimi 5 anni sono stati caratterizzati da una difficile disputa che ha visto come protagonisti Wolfgang e la famiglia Wagner per la successione alla guida del Festival di Bayreuth, fin dalla sua fondazione gestito dalla famiglia musicista tedesco. Il problema della successione è stato poi complicato dai due matrimoni di Wolfgang, da cui sono nati i figli Eva e Gottfried dal primo e Katharina dal secondo. Il 29 aprile del 2008 Wolfgang annunciò che si sarebbe ritirato il 31 agosto successivo, al termine del ciclo annuale di rappresentazioni. Furono così nominate come successori le sorellastre Eva e Katharina, a seguito di un accordo arrivato dopo la morte della madre di quest’ultima, seconda moglie di Wagner.

I fratelli Wieland e Wolfgang sono stati senz’altro i principali artefici della grande rinascita del festival completamente dedicato alle opere di Wagner; dopo la Seconda Guerra Mondiale infatti la manifestazione era stata screditata per via dei rapporti avuti con il regime nazista durante l’epoca della direzione di Winifried, madre di Wieland e Wolfgang. Wolfgang come direttore è stato promotore di una ventata di modernità e messe in scena minimaliste, delle volte innovative e controverse come il ‘Ring’ del centenario del 1976, con la regia di Patrice Chereau.

La gestione di Wolfgang Wagner non è stata però esente da critiche, a partire dal cosiddetto “canone di Bayreuth” , attraverso cui sono state escluse dalla rappresentazione alcune opere del nonno, quelle giovanili ripudiate dallo stesso compositore, fra cui ‘Rienzi’. I suoi avversari ed oppositori hanno poi sempre manifestato malcontento per quella che loro hanno definito una gestione autocratica del festival.

Andrea Camillo