Aneurisma cerebrale: nuova operazione mini-invasiva

E’ il Centro di Radiologia Vascolare ed Interventistica dell’ospedale civile di Pescara, diretto dal dottor Andrea Toppetti, uno fra i pochi ospedali in Italia, ad effettuare il trattamento degli aneurismi cerebrali con la tecnica dell’embolizzazione.

La procedura mini-invasiva, utilizzata dal centro diretto dal professor Toppetti, che gli è valsa la considerazione sul piano di eccellenza nazionale, evita al malato le conseguenze di un’operazione chirurgica.

Gli aneurismi arteriosi (possono chiamarsi tali solo se la dilatazione è pari al 50 per cento) si manifestano come dilatazioni pulsanti del vaso sanguigno. La localizzazione più importante risiede e compromette l’aorta, nel 75 per cento dei casi colpisce quella addominale. La causa principale è l’aterosclerosi (infiammazione cronica delle arterie di grande e medio calibro).

Fino ad oggi, per rimediare al danno di un aneurisma (dilatazione progressiva di un segmento di un’arteria, causata da un’anomalia della parete del vaso sanguigno) si cercava di intervenire riassorbendo l’edema cerebrale, spesso intervento non necessario, in quanto l’ematoma occlude esso stesso la fessura che ha provocato, e l’azione di compressione, porta alla morte del paziente.

Va comunque detto, che non tutti gli aneurismi sono così gravi, spesso l’intervento chirurgico o il solo utilizzo di farmaci può risolvere la situazione.

L’embolizzazione stata sperimentata per la prima volta nei giorni scorsi, sugli aneurismi di due donne dell’età di 48 anni ed 81 anni. Il team medico era coordinato dal dottor Toppetti e dal suo assistente Nicola Limbucci, entrambe le operazioni sono riuscite perfettamente, e la donna più giovane è già in via di completa ripresa.

La tecnica, realizzata in anestesia generale, quindi in completa assenza di dolore per il paziente, consiste nell’inserire nell’arteria femorale, all’altezza dell’inguine, un particolare sondino, che viene fatto scivolare fino al raggiungimento dell’arteria cerebrale interessata dall’aneurisma, il quale viene trattato, chiudendolo affinché non sanguini più, clampando con dei micropunti o delle microspirali metalliche.

Giulia Di Trinca