Catanzaro: irregolarità nei test di ammissione alla Facoltà di Medicina

Procuravano in anticipo i test di ammissione all’Università “Magna Graecia” di Catanzaro e li vendevano agli studenti.

Per assicurarsi l’ingresso alle Facoltà di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria, rigorosamente a numero chiuso ormai in tutta Italia, alcuni studenti erano anche disposti a spostarsi da Udine a Catanzaro. La scelta della città calabrese, però, non avveniva per il prestigio del suo Ateneo, ma per la fama che l’Università “Magna Grecia” si era costruita negli anni. Lì, a fronte di un pagamento, si riusciva a ottenere il test di ammissione già compilato e in anticipo. In questo modo l’ingresso alle Facoltà scelte era assicurato.

Smantellata la compravendita illecita dei test di ammissione all'Università "Magna Graecia" di Catanzaro

Il sistema per ottenere illecitamente i test di ammissione all’Ateneo è stato smantellato dai carabinieri di Catanzaro e Udine che stamattina hanno notificato complessivamente 19 provvedimenti restrittivi per peculato, falsità ideologica e ricettazione. Cinque gli arrestati: due già in carcere, V.M. , 42enne addetto alla manutenzione, e A. C., anch’egli 42enne ed assistente tecnico, e tre ai domiciliari, L.G., 29enne, C.M., 37enne, e S.P., 28enne; mentre 14 persone sono state sottoposte all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

L’indagine, avviata nel 2007 con accertamenti tecnici del Ris di Messina su un plico (risultato manomesso) contenente i test di accesso alle Facoltà universitarie, è proseguita con una serie di attività di riscontro che hanno consentito di smantellare l’organizzazione che procacciava in maniera fraudolenta i test di ammissione per le Facoltà di Medicina e Chirurgia, di Odontoiatria e di Veterinaria della citata Università. Accertati sono i casi relativi agli anni accademici 2005/2006, 2006/2007, 2007/2008.

Fulcro dell’attività illecita, spiegano i carabinieri della città calabrese, sono risultati individui che, all’epoca dei fatti (con contratti di prestazione d’opera), svolgevano mansioni di vario genere all’interno dell’università Magna Graecia, quali studenti, impiegati, addetti alle pulizie. Nessun docente risulta invece coinvolto nella compravendita illegale.

Adriana Ruggeri