E il parroco minacciò: o chiudete il centro per gli aborti o chiudo la mia Chiesa

Si chiama Giuseppe Cozzolino ed è il parroco della Chiesa San Giacomo Apostolo di Pollena Trocchia (Napoli) da oltre 25 anni. Una personalità forte, quella del Don, che i concittadini hanno imparato a conoscere nel tempo tanto da non stupirsi troppo al cospetto dell’ultima “sollevazione” proposta dal sacerdote che, nel corso di un’omelia, ha puntato il dito contro il locale ospedale “Raffaele Apicella“.

A scatenare le ire del parroco, la possibilità che il centro di interruzione volontaria di gravidanza presente nel nosocomio venga potenziato: un’eventuialità che non piace affatto al sacerdote il quale ha promesso una grande mobilitazione popolare nel caso in cui venisse confermata l’ipotesi che al “Raffaele Apicella” vengano praticati aborti con maggiore frequenza. “Ho saputo che in un piano di riorganizzazione – ha detto Don Cozzolino – l’ospedale dovrebbe diventare una clinica per aborti. Inizierò la mia protesta nelle piazze, organizzerò sit-in con fedeli e sono pronto anche a sbarrare le porte della chiesa“.

Le parole del sacerdote non ammettono trattative nè temporeggiamenti. “E’ un mattatoio per bambini – ha tuonato dal pulpito della sua chiesa, riferendosi al centro – e deve chiudere. Se l’ospedale non provvederà alla chiusura del centro Ivg, (Interruzione volontaria di gravidanza, ndr) io chiuderò la chiesa e organizzerò manifestazioni e proteste con i fedeli pronti anche ad occupare le sale dell’ospedale“.

La direzione sanitaria dell’Asl Napoli 3 Sud, presieduta dal commissario Pasquale Patriciello, ha intanto annunciato la possibilità della chiusura del centro “scomunicato” da Don Cozzolino e dalla sua comunità, precisando però che il servizio non potrà essere interrotto fin quando non si presenterà l’opportunità di una valida alternativa. L’’ipotesi più accreditata sarebbe quella di trasferire il centro “delle discordie” presso l’ospedale di Nola, che ha accolto i reparti di Pediatria e Ginecologia dimessi dall’Ospedale Apicella.

Maria Saporito