Epilessia: in alcuni casi urge intervento chirurgico

Citando il sito Neurologia.it : “Il termine ‘crisi epilettica’ descrive una varietà di sintomi neurologici dovuti a una scarica elettrica anomala, sincronizzata e prolungata di cellule nervose della corteccia o del tronco cerebrale. Il 5% di tutte le persone ha almeno una crisi epilettica durante la sua vita, ma non è considerato affetto da epilessia. La diagnosi di epilessia implica una tendenza a crisi epilettiche ripetute che si trova nello 0.5% della popolazione”; “Per la diagnosi di epilessia è necessaria un’accurata valutazione dei sintomi e della storia clinica, che deve possibilmente comprendere anche le osservazioni dettagliate da parte di terzi, in quanto l’alterazione o la perdita di coscienza spesso precludono una descrizione dei sintomi da parte del paziente stesso”.

Ma come si cura questa malattia? Sempre citando il sito sull’epilessia: “La farmacoterapia dell’epilessia impiega farmaci antiepilettici, che con diversi meccanismi stabilizzano le proprietà elettriche della membrana delle cellule nervose, impedendo così le scariche elettriche spontanee. Si tratta perciò di una terapia sintomatica che non elimina la causa dell’epilessia.

Da oggi, tuttavia, c’è una novità nel panorama dell’epilessia. Si tratta di un diverso modo di “guarire” dalla malattia. Se un paziente non risponde alle cure farmacologiche ( ricordiamo che i farmaci più utilizzati per risolvere il problema dell’epilessia sono valproato, carbamazepina, fenitoina e fenobarbita), si può agire attraverso un intervento chirurgico.

A dare spiegazioni su questa novità è la dottoressa Laura Tassi, neurologa dell’ospedale Niguarda, di Milano. La dottoressa spiega che “si tratta di un’opzione che va presa in considerazione dopo attenta analisi dei singoli casi, perchè si tratta di un intervento molto impegnativo, in cui vanno soppesati rischi e benefici e che quindi va riservato ai pazienti per i quali può effettivamente servire”.

É vero, però  in un’intervista-video Luciano Marzotto, di Biella, sottopostosi all’intervento in questione, afferma che “quando serve e funziona, però, può cambiare, letteralmente, la vita”.

Angela Liuzzi