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F1: HRT in cerca di conferme

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La disfatta del primo appuntamento era praticamente ovvia. Con nessun test invernale e pochissimi giri compiuti nelle rispettive sessioni, essere presenti alla griglia di partenza era già un ottimo risultato. Ma la HRT vuole di più. Tutt’altro che demoralizzata, arriva a Melbourne con uno preciso scopo:la bandiera a scacchi!

Per molti sembrerà il minimo, ma per una scuderia così giovane e inesperta il terminare la gara invece è equiparabile ad una vittoria. Se si guarda infatti le nuove scuderie, solo la Lotus è riuscita nell’intento, mentre sia la Virgin che la stessa HRT hanno dovuto ritirarsi per noie meccaniche. La voglia di riscatto quindi è tanta, e lo si capisce perfettamente dalle parole dei suoi piloti.

Bruno Senna, nipote del grande Ayrton(oggi avrebbe compiuto 50 anni) è già concentrato per la prossima sfida: “Dobbiamo costruire su quello che abbiamo fatto in Bahrain. Sono arrivato presto in Australia per abituarmi alla differenza di fuso orario. Ora devo lavorare con il team per continuare ad imparare in Formula 1“. Chiaro e determinato. Anche il compagno di squadra, l’indiano Karun Chandhok, dopo aver completato appena un giro lo scorso gran premio, appare molto sicuro di sé:”Non ho mai guidato a Melbourne ma io sono uno studente che impara molto velocemente e il fatto di aver lavorato con il simulatore mi aiuterà. Il nostro prossimo passo con gli ingegneri del team è quello di rendere la vetture affidabile per la gara. Terminare il gp sarebbe un risultato fantastico.”

L’imperativo quindi è rimettersi in gioco. Anche se i mezzi e soldi sono pochi la passione non manca di certo, e magari tutto questo non saranno solo parole. Per la questione velocità invece i tempi non sono ancora abbastanza maturi e molti dubitano che potranno mai arrivare. Intanto accontentiamoci e aspettiamo ancora pochi giorni. I risultati, come sempre, parleranno da soli.

Riccardo Cangini