Fallisce Blockbuster: strozzato dal web e dallo “streaming”

Una grave crisi ha colpito la catena Blockbuster il più noto distributore di film a noleggio del mondo. Al momento è stato messo in ginocchio ma molto presto potrebbe finire ko definitivamente. Il suo sicario si chiama Internet.  Pare profilarsi un film triste e senza lieto fine per l’industria americana che per anni ha primeggiato in tutto il mondo nel suo campo. La bancarotta, infatti, è ormai dietro l’angolo. Già nel febbraio 2009, Blockbuster era finita nella lista delle 15 compagnie americane che non sarebbero sopravvissute al 2009 e questa profezia pare stia diventando una realtà in tutto e per tutto.

La catena di Dallas (Texas), che si è allargata negli ultimi venticinque anni in più di 6.500 negozi in tutto il mondo (quattromila sedi soltanto negli States, qualche centinaio in Italia) è ormai prossima alla chiusura definitiva. Oggi naviga in acque così cattive che avrebbe deciso di aggrapparsi al salvagente del Chapter 11, la legge Usa che disciplina la bancarotta. Un paradosso incredibile se si pensa che fino a non tanto tempo fa il marchio blu e giallo aveva fatto tremare Hollywood. Si parlava di sale vuote e salotti pieni. Ora rischia di restare vittima se stesso, schiacciato da un miliardo di dollari di debiti, dovuti soprattutto al prepotente ingresso di internet nel mercato. Se il cinema pareva correre il rischio di rimanere ucciso dai dvd, ora i dvd sembrano destinati ad essere uccisi per mano di Internet.

Gli esperti sono tutti d’accordo: “Blockbuster, già colpito dalla tv via cavo, è stato strangolato dalla rete. E per ben due volte”. Prima il web ha decretato il trionfo di NetFlix (film ordinati a casa direttamente via web). Successivamente il successo del cosiddetto “video on demand” che permette di scaricare i film più recenti dai negozi virtuali come iTunesAmazon, ma anche direttamente dai siti che utilizzano la versione “streaming”.

Una fine ingloriosa, figlia del progresso e delle sue evoluzioni.

Alessandro Frau