Giornata mondiale dell’acqua, l’allarme dell’Onu: siamo tutti a rischio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:42

Ricorre oggi il 18esimo compleanno della Giornata mondiale dell’acqua: l’iniziativa, istituita dall’Onu nel 1992, che si traduce nell’accorato invito rivolto a tutti gli Stati membri a sostenere attività concrete tese alla salvaguardia e alla migliore diffusione dell'”oro blu” nelle varie zone del mondo.

Lo slogan di quest’anno recita: “Acqua pulita per un mondo più sano” e tenta di focalizzare l’attenzione planetaria sui rischi legati alla cattiva qualità delle risorse idriche messe a disposizione delle comunità più povere del Pianeta, incitando a lottare per una più equa distribuzione dell’acqua nei diversi territori. Secondo le stime diffuse dalle Nazioni Unite, infatti, solo il 12% della popolazione mondiale usa l’85% delle risorse idriche presenti in tutto il Pianeta.

E non è tutto perché l’indagine condotta dall’Onu dimostra che oltre un miliardo di persone non ha accesso all’acqua potabile; una cifra destinata ad ingrossarsi rovinosamente entro il 2025 quando, secondo le previsioni degli esperti, saranno ben 1,800 miliardi le persone che dovranno fare i conti con la carenza dell’acqua. Sono 2,700 milardi (tra cui 980 milioni di bambini) invece, le persone che al giorno d’oggi non dispongono di servizi igienico-sanitari adeguati, mentre agghiacciante è la stima che registra la mortalità infantile causata dalla scarsità di acqua potabile che registra il decesso di 4 mila bambini ogni giorno.

Un’ecatombe che l’Onu e le varie organizzazioni internazionali impegnate nella tutela dei diritti dell’uomo tentano di fronteggiare, facendo appello soprattutto alla collaborazione dei Paesi più sviluppati. “Anche le Nazioni più ricche del mondo – ha precisato il segretario delle Nazioni Unite, Ban-Ki-Moonnon sono immuni” dal rischio della carenza dell’acqua e devono per questo lavorare per evitare il progressivo esaurimento delle risorse.

La sempre crescente scarsità di acqua nel nostro Pianeta è causata dai cambiamenti climatici e dalla continua crescita della popolazione mondiale, ma – precisano gli esperti – esistono dei comportamenti virtuosi che possono contribuire a migliorare la situazione e favorire una migliore disponibilità dell’oro blu, ancora oggi considerato un “lusso” inarrivabile per molti “abitanti” del devastato “condominio Terra”.

Maria Saporito

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