Islanda: si sveglia vulcano assopito dal 1821, evacuati in 500

Dalla giornata di ieri l’Islanda ha dichiarato lo stato di emergenza naturale. La causa di questa precauzione riguarda uno dei vulcani ancora attivi della piccola isola europea. Nella regione meridionale, vicino al ghiacciaio Eyjafjallajoekull, a 120 chilometri dalla capitale, una violenta eruzione ha minacciato tre comunità, costringendo all’evacuazione di oltre 500 persone rimaste basite dal meraviglioso e pericoloso spettacolo naturale.

Alcuni voli sono stati cancellati in mattinata all’aeroporto internazionale di Keflavik, il più grande centro abitato dell’Islanda meridionale, e negli scali nazionali di Reykjavik e Akureyri. Molti voli internazionali hanno modificato la rotta. Soprattutto quelli transoceanici. Ogni modifica è stata volta per evitare l’entrata nello spazio aereo dell’isola, ritenuto rischioso. Circa 1.300 viaggiatori sono rimasti bloccati e hanno subito forti disagi per questo inconveniente.

Solo nel primo pomeriggio il traffico aereo è ripreso con una certa normalità. Subito dopo è stato consentito ai residenti di fattorie isolate di rientrare nelle case per dare da mangiare agli animali, spesso unica fonte di reddito e sostentamento. L’attività vulcanica è stata comunque meno drammatica e violenta del previsto.  Un portavoce del comando centrale della Capitale islandese ha dichiarato: «si tratta di un’eruzione piuttosto contenuta e non paragonabile con quella del vulcano Hekla dieci anni fa». Il funzionario di Reykjavik fà riferimento all’attività registrata nell’anno 2000 quando dall’Hekla fuoriuscì un pennacchio di 10 chilometri creando danni molto più ingenti alla nazione.

La situazione della regione resta comunque costantemente monitorata. Resta alta l’attenzione per il vicino vulcano Katla. In particolare se si considerano gli eventi del passato dato che alle eruzioni sull’Eyjafjallajoekull sono succeduti risvegli intensi del Katla, capace di catastrofi ben più pericolose. L’ultima risale al 1981, mentre l’Eyjafjallajoekull era in quiescenza dal 1821.

L’isola etimologicamente ” Terra di Ghiaccio”, grazie alle tiepide correnti marine dell’oceano Atlantico, ha al suo attivo un fremente sottosuolo vulcanico che spesso influisce sul suo paesaggio: quasi completamente coperto da verdeggianti prati d’estate e quasi completamente innevata e ghiacciata d’inverno.

Alessandro Frau