La festa azzurra di Berlusconi scatena la guerra sui numeri

La matematica non è un’opinione” si suole ricordare agli scolari restii a “maneggiare” con attenzione e puntualità le cifre, come a marcare l’assoluta infallibilità della disciplina che non ammette dubbi interpretativi o soluzioni alternative. Eppure le cifre della festa azzurra – organizzata due giorni fa in piazza San Giovanni a Roma da Silvio Berlusconi – pur facendo ricorso alla matematica, di opinioni (contrastanti) ne hanno generate parecchie.

Tra il milione di partecipanti certificato dagli organizzatori (primo tra tutti Denis Verdini) e i 150 mila contati dalla Questura di Roma resta lo spazio di una lunga polemica che si trascina, senza possibilità di soluzione, animando una discussione sterile che allontana dalla trattazione delle questioni di reale urgenza. E impone ai cittadini di approfondire una riflessione sulla tendenza di certa politrica a verificare il successo del proprio operato sulla base della quantità, in luogo della qualità.

Il premier, Silvio Berlusconi, intervenuto ieri a Bologna, ha tentato di abbassare i toni del bisticcio matematico.” In queste manifestazioni – ha detto – tutti danno numeri che fa comodo dare. Non entro nel merito, dico solo che mi sono emozionato nel vedere tante persone e che la qualità di queste persone mi ha riscaldato il cuore”.

Sceglie un commento meno diplomatico, invece, il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto che, sulle presunte stime in ribasso diffuse dalla Questura di Roma, ha ieri dichiarato: “Sono stupefatto da ciò che hanno affermato le forze dell’ordine perché quando la piazza è strapiena il numero è molto più vicino alla cifra affermata dall’onorevole Verdini. Evidentemente, non solo da ciò che è avvenuto ieri – ha continuato Cicchitto – ricaviamo l’impressione che alla Questura di Roma c’é qualcosa che non funziona“.

Un’osservazione che ha suscitato l’immediata reazione delle tante sigle sindacali delle forze dell’ordine “I funzionari della questura di Roma – ha replicato Enzo Letizia, segretario dell’Anfp – sono professionisti seri e fanno dell’alto senso dello Stato il valore guida”. Il Coisp ha invece richiesto l’intervento del ministro dell’Interno, Roberto Maron per uscire dal cul de sac delle cifre che non tornano; per il Sap “ognuno deve fare il proprio mestiere”, mentre il Siulp ha fatto sapere che per contare i manifestanti ci si avvale di “un metodo matematico e certo“. A prova di errore.

Non solo: le parole di Fabrizio Cicchitto non sono piaciute anche al vicepresidente della Regione Lazio, Esterino Montino, che ha ieri commentato: “E’ evidente che qualcosa non funziona nel Pdl e non alla Questura”. Critico anche il giudizio di Felice Belisario dell’Idv: “Le parole di Cicchitto – ha detto – sono pericolose ed eversive, un’ intimidazione di stampo mafioso”, mentre per Roberto Rao, esponente dell’Udc, la polemica nata dalle “surreali cifre fornite dal Pdl è ridicola”. Più “leggero” l’intervento del portavoce dell’Idv, Leoluca Orlando che ha scelto ieri di affidarsi all’ironia, proponendo di regalare un pallottoliere al Pdl.

Ma la guerra incrociata sui numeri ha causato ulteriori scontri verbali. Il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, presa visione delle dichiarazioni rilasciate ieri dai sindacati di polizia e da alcuni esponenti dell’opposizione, ha deciso di non tacere e di firmare il suo personale contributo alla querelle matematica. “Confermo le mie pesanti riserve – ha detto – sul comportamento del questore, peraltro deludente su tutti i fronti e consiglio a Montino calma e silenzio anche perché per lui sono pronte sorprese clamorose”. Quanto basta per suscitare la controreplica del vicepresidente della Regione Lazio che ha parlato di “dichiarazioni da squadrista“.

L’ultimo commento pervenuto nella giornata di ieri è stato quello di Umberto Bossi: “C’era abbastanza gente – ha precisato in riferimento alle persone giunte l’altro ieri a Roma – ma erano tutti di Berlusconi. Così voleva l’accordo, altrimenti avremmo riempito tutte le piazze di Roma. Io – ha concluso il Senatur – ho tenuto in disparte dieci milioni di persone”.

Maria Saporito