Milan: psicodramma Pato, consolazione Inzaghi

Ancora una volta Alexandre Pato è uscito dal campo anzitempo a causa di problemi fisici. Lo aveva atteso a lungo, il Milan, il suo ritorno, perché il brasiliano è un giocatore fondamentale. Pato è il miglior realizzatore tra i rossoneri. In campionato ha già siglato 12 reti, nonostante abbia giocato col contagocce.

Il numero 7 rossonero è stato troppo spesso fermo ai box in questa stagione. E nemmeno nelle precedenti era andata meglio.

Lo schema che ogni volta si ripropone è tristemente uguale a sé stesso da tre stagioni a questa parte. Pato segna a valanga, poi si infortuna. Il problema sembra ogni volta lieve. Poi invece sta sempre fuori un mesetto. Rientra e dopo qualche partita la nuova ricaduta. Che cos’ha davvero il brasiliano? Perché non riesce a giocare sette, otto partite consecutive senza avere problemi fisici? E’ quello che si chiedono società, staff medico e tifosi rossoneri.

Gli accertamenti seguiti al guaio muscolare contro il Napoli, hanno evidenziato che non c’è nessun tipo di problema particolare. Il giovane brasiliano apparentemente sta benissimo. In allenamento corre e fa faville. Ma quando scende in campo accusa spessissimo guai fisici. Non pochi giornalisti, ormai, sostengono che i problemi, più che fisici, siano psicologici. Certamente una componente psicologica può esserci: nello sport come in ogni campo della vita. Ad ogni modo, solo i medici del Milan possono capire qualcosa in più e trovare una soluzione a questo grosso problema.

Il Milan ha assoluto bisogno di Pato, ma Pato nelle grandi occasioni c’è raramente. E’ mancato nel derby, contro il Manchester United, contro la Roma, contro il Napoli.

A questo punto diventa difficilissimo fare previsioni sul suo ennesimo rientro. Lo stesso Leonardo non sa più che pesci pigliare. Farlo scendere in campo a Parma sarebbe un rischio troppo grosso. Un altro guaio del brasiliano potrebbe comprometterne definitivamente il morale per il finale del campionato. E allora, quando tornerà Pato? La decisione, difficilissima, spetta a Leonardo. Una posizione poco invidiabile quella del tecnico rossonero. Che in questo momento ha un solo motivo per consolarsi: Pippo Inzaghi. Già, Superpippo, 37 anni, ma il Milan ha ancora bisogno di lui. Per l’ennesima volta.